Ebbene, il profilo su cui da settimane si sta concentrando il dibattito è quello del presidente uscente della Fondazione di Modena, Paolo Cavicchioli. 54 anni, ingegnere informatico e imprenditore, Cavicchioli si è distinto nei suoi due mandati alla guida della Fondazione per un approccio spesso conflittuale con Giancarlo Muzzarelli.
Storia personale da sempre vicina al centrodestra, fedelissimo della Curva Gialloblu, la sua nomina in Fondazione era stata interpretata otto anni fa come una apertura dello stesso Muzzarelli a mondi non strettamente ascrivibili al centrosinistra. Il problema, per il Pd, è che la Fondazione nel tempo e con la progressiva difficoltà economica dei bilanci dei Comuni, ha assunto un ruolo sempre più determinante in ottica economica ed evidentemente colui che ha tenuto i cordoni di una così importante cassaforte del Comune ha assunto rilevanza, visibilità e potere.
Ora questo potere Cavicchioli potrebbe spenderlo in termini politici. Il punto è che egli, da imprenditore, potrebbe accettare il corteggiamento del centrodestra solo di fronte a un progetto in grado di avere qualche chance concreta di vittoria, mentre il centrodestra - utilitaristicamente - potrebbe candidarlo solo se immaginasse di ottenere non solo l'etichetta col suo nome stampato in maiuscolo font Bodoni, ma una dote politica da strappare al centrosinistra. Insomma, a ben vedere un gatto che si morde la coda e quindi difficilmente questa strada sarà percorribile. Del resto l'uscita anticipata del nome non gioca a favore del diretto interessato e in realtà potrebbe essere una mossa del deus ex machina Fratelli d'Italia per 'bruciare' un profilo più gradito a Lega e Forza Italia, e puntare su un candidato di bandiera.
Eppure è bastato lo spauracchio di una candidatura di livello per agitare il centrosinistra. Quello di Cavicchioli sarebbe infatti un nome temuto e non poco dal Pd che, dal canto suo, finora ha giocato solo in difesa tanto è vero che i nomi dei candidati possibili emersi sinora non sono certo di caratura extraprovinciale.
Giuseppe Leonelli

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