Una scelta tanto legittima quanto evidente. Una scelta che però, scoprendosi al centro, lascia ampi spazi di manovra alle opposizioni. Rinforzata dall'approdo di Modena Civica nelle fila della minoranza, la squadra guidata da Fdi - volendo - può ambire a costruire già da oggi un progetto serio per una alternanza credibile agli occhi degli elettori tra cinque anni.
Tutto sta - come sempre - proprio nel volerlo. Se Pulitanò - fedelissimo di Barcaiuolo - ha già i pensieri proiettati alla campagna elettorale per le Regionali (non a caso non gli è stato affidato nessun degli incarichi riservato alle minoranze), lo vuole certamente il capogruppo Fdi Luca Negrini. Negrini, ripresosi dalla batosta elettorale (peraltro giunta non per suo demerito ma per la solitudine nella quale è stato gettato dal suo partito), alla ricerca di una rivincita proprio su Modena, si è già caricato sulle spalle l'intera opposizione assumendone il ruolo di guida. Con lui puntano al medesimo obbiettivo certamente il capogruppo uscente Elisa Rossini, il deputato Dondi e gli alleati Giacobazzi e Bertoldi.
Ma basterà l'impegno generoso dei consiglieri? Quello che è mancata sinora è stata una seria autocritica da parte dei vertici dei partiti di centrodestra. E di Fdi in particolare.
La devastante sconfitta elettorale (28 a 63) è stata archiviata in fretta e furia dalla direzione meloniana. Si è detto da subito 'guardiamo alle Regionali' (con l'evidente obiettivo di promuovere uomini e donne fidati) e si è cercato incredibilmente di vendere una debacle come un mezzo successo. Un'operazione di rimozione che non può portare nulla di buono. Per costruire le basi di qualcosa di nuovo occorre guardarsi con onestà allo specchio, capire dove e cosa si è sbagliato. Senza questo passaggio si finisce per costruire l'ennesima casa su fondamenta di argilla.
Giuseppe Leonelli

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