Opinioni Il Punto

Muzzarelli e Braglia: politici montanari che approvano l'addio al punto nascita di Pavullo

Muzzarelli e Braglia: politici montanari che approvano l'addio al punto nascita di Pavullo

Entrambi si adattano al diktat di partito senza discutere, senza lottare, senza far notare a De Pascale che sbaglia su Pavullo


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Ieri il presidente della Regione Michele De Pascale (qui articolo e video) in visita 'pastorale' a Modena ha ufficializzato con certezza granitica la decisione di chiudere definitivamente i punti nascita di Pavullo e Mirandola. Una scelta che contraddice completamente la promessa di 5 anni fa di Stefano Bonaccini di riaprire il punto nascita di Pavullo e che mette nero su bianco il definitivo addio a quello di Mirandola, non attivo ma teoricamente sempre in procinto di riaprire (almeno nelle dichiarazioni più volte rilanciate dal Pd locale).
Si potrà non essere d'accordo col presidente De Pascale, ma occorre riconoscergli una certa coerenza. In campagna elettorale aveva detto che i punti nascita periferici non avrebbero riaperto e così ha fatto. A stupire non sono dunque tanto le dichiarazioni del governatore, quanto il silenzio-assenso di due amministratori locali che oggi hanno ruoli chiave in Provincia e Regione, il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia (impassibile accanto a De Pascale ieri durante le sue dichiarazioni circa la chiusura definitiva e senza appello) e il consigliere regionale Pd, nonchè presidente della Commissione regionale sanità Giancarlo Muzzarelli.
Braglia, sindaco di Palagano, e Muzzarelli, ex sindaco di Fanano, sono due politici che la montagna la conoscono benissimo.
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Sanno perfettamente quanto sia stato e sarebbe ancora fondamentale il punto nascita di Pavullo. Sanno perfettamente che la sicurezza delle mamme, evocata da De Pascale, non la si ottiene chiudendo il punto nascita dell'Appennino modenese, ma viceversa tenendolo aperto. La stessa regola del numero di parti minimo (parti, peraltro nel caso soprattutto di Mirandola, fatti scendere ad arte trasferendo volutamente le partorienti a Modena) infatti, prevede deroghe in caso di punti nascita troppo lontani da ospedali attrezzati. Del resto se il tema fosse la sicurezza delle partorienti, se il tema fosse 'vite in cambio di voti' come dichiarato da De Pascale, perchè Bonaccini avrebbe promesso la riapertura?
E ancora, Muzzarelli e Braglia, sanno benissimo che la chiusura della Nuova Estense resa necessaria per il rifacimento del ponte sul Rio Torto, comprometterà la possibilità per le mamme con esigenza di partorire celermente, di raggiungere in tempi utili gli ospedali modenesi. Lo sanno eppure non dicono nulla. Silenzio. Si adattano al diktat di partito senza discutere, senza lottare, senza far notare a De Pascale che sbaglia su Pavullo. A Mirandola il Pd locale ci ha provato a lottare a far sentire il suo no alla chiusura, qui invece solo applausi e sorrisi deferenti.
Si finge di credere che sia 'la scienza' a decidere della chiusura dei punti nascita. Che sia la scienza a imporre ai residenti della montagna che vogliono avere figli di non avere un ospedale dove sentirsi sicuri. Che non sia, come invece palesemente è, solo una questione di risparmi e tagli sui servizi sanitari. E questa finzione, poichè messa in campo da due amministratori nati e cresciuti in montagna, risulta ancor più triste. La gente di montagna non lo merita.
Giuseppe Leonelli
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