Opinioni Il Punto

Pd-M5S: se Muzzarelli apre per interesse, Boschini chiude per coerenza

Pd-M5S: se Muzzarelli apre per interesse, Boschini chiude per coerenza

Il sindaco di Modena apre al Movimento 5 Stelle pensando al ballottaggio del 2019 contro il centrodestra. Il renziano Boschini invece tiene il punto e dice no


2 minuti di lettura


A Modena come a Roma. L'alleanza fino a ieri contronatura tra M5S e Pd viene benedetta (o quasi) dall'ala ex Ds in primis e condannata da quello che resta dei renziani. Succede così nel Pd nazionale e succede così nel Pd modenese.
Con, a livello locale, una variabile in più: le elezioni del 2019. Il sindaco uscente Pd Giancarlo Muzzarelli sa infatti che con ogni probabilità il centrosinistra a Modena tra un anno andrà al ballottaggio col centrodestra (ammesso Lega, Fdi, Fi trovino un candidato unitario) e allora strizza l'occhio ai 5 Stelle. 'Il Pd non è nato per stare sull'Aventino in attesa di non si sa quali rivincite' - ha detto ieri Muzzarelli auspicando una intesa con il partito di Di Maio.
Parole che nascondo l'evidente necessità del navigatissimo sindaco di trovare una sponda nel M5S. Muzzarelli sa che a livello locale una alleanza con i 5 Stelle è impossibile, ma sa anche che in caso di ballottaggio è meglio non avere i grillini contro.

Ma alla apertura strategica di Muzzarelli si contrappone a Modena la chiusura netta ai 5 Stelle del consigliere regionale Pd Giuseppe Boschini, possibile candidato a sindaco a Modena qualora (ma l'ipotesi si fa sempre più lontana) Muzzarelli decidesse
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
di non tentare il bis.
Boschini abbraccia in toto la linea del suo capo corrente Renzi, ma nel farlo dimostra quel minimo di coerenza che i novelli fautori dell'accordo M5S-Pd sembrano avere dimenticato. Immolando sull'altare del compromesso e delle poltrone di Governo ogni principio e ogni promesso, fingendo non siano mai esistiti quegli insulti reciproci, quei Piddini e quei santoni pronti a predicare scie chimiche e sirene.

'Preferisco una Italia divisa tra un polo populista maggioritario e uno antipopulista minoritario, che una Italia dell'alternanza tra due poli  entrambi a guida populista,  uno di 'destra' e uno di 'sinistra',  ognuno con dentro in posizione di minoranza  il suo 'partitino' tradizionale,  che non conta niente, in scomparizione - afferma Boschini in una nota Facebook -. E' meglio stare all'opposizione di un grande polo populista, anche per molti anni, attraverso un piccolo polo democratico e istituzionale, con una salda visione occidentale, democratico-riformista, europea. Sperando che alla fine l'Italia possa essere un paese normale'.

Leo
Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Tradizione e sapori di Modena

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati