In casa FDI, invece, i giochi sono più semplici. Con la candidata Annalisa Arletti, moglie del senatore della Repubblica e coordinatore regionale Michele Barcaiuolo, in netto vantaggio sul secondo eleggibile, Ferdinando Pulitanò, e tutti gli altri staccati di moltissimo. La Arletti in questo primo mese di campagna sta dimostrando a tutti – qualora ce ne fosse stato bisogno – che la sua candidatura è ampiamente meritata e che a nulla rileva il fatto che sia la moglie di Barcaiuolo. Anzi: il fatto di esserlo potrebbe essere addirittura penalizzante, vista la scarsa stima – sempre politicamente parlando e sempre giudicando quanto riportato da più fonti a microfoni rigorosamente spenti – di cui può godere al momento il marito all’interno del suo partito, sopra e sotto di lui, e fra i referenti degli altri partiti.
In questa prima fase di campagna la Arletti sta infatti dando prova delle sue indiscusse capacità politiche e professionali. Lei, che ha studiato alla Bocconi e ha lavorato in aziende di alto livello nel settore social e marketing, oggi sta mettendo a frutto l’esperienza e le conoscenze organizzando incontri, banchetti, cene, presenziando a ogni evento organizzato dagli altri e mantenendo un’elevata visibilità mediatica, fra social, giornali web e stampati e pubblicità diretta e indiretta – le città tutte sono state tappezzate fino alla par condicio dei suoi manifesti assieme a Pulitanò. Investendo tanto tempo e tanto denaro in una campagna alla quale sta lavorando da anni, se non da lustri.
Nel mentre gli altri candidati non stanno affatto tenendo il passo. Ci prova un po’ Cristiana Nocetti, con qualche video social e comunicati tutti sempre orientati alla difesa indiretta del fascismo. Ci prova un po’ Simone Pelloni, anche lui con qualche video su internet. Ma entrambi, che provengono da tutt’altra storia rispetto a FdI, sembrano più saliti sul carro di FdI per tentare il colpaccio che altro.
Gli altri manco pervenuti.
Magath

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