Ora con la candidatura del capogruppo modenese tutto cambia: Giacobazzi ha dimostrato di essere in grado di intercettare un considerevole numero di preferenze in città e la visibilità ottenuta con il record di consensi alle Provinciali è stata un trampolino decisivo. E' evidente infatti che il suo nome è in grado di pescare in un bacino moderato, forsanche all'interno del Pd, precluso a Platis e che può rubare consensi anche all'ala laica e alla lista civica che la candidata presidente Elena Ugolini sta costruendo.
Una doccia fredda per Platis che contava sull'appoggio esterno del collega di partito e che ora se lo ritrova come sfidante interno. Uno sfidante peraltro voluto dal partito e dal segretario Tajani stesso che ne ha chiesto l'impegno.
Parallelamente il nuovo ingresso dà nuova linfa anche alle chance di Gidari che spera i suoi due avversari possano togliersi consensi a vicenda favorendo il suo cammino.
Decisive saranno, come sempre, le discese in campo dei big regionali e nazionali del partito. Come si muoverà Enrico Aimi, da sempre vicino a Platis, ma anche allo stesso Gidari? Cercherà una sponda inedita in Giacobazzi? Quale sarà il peso della nuova corrente alternativa alla gestione della Castaldini in Emilia Romagna? Come si schiereranno i mondi cattolici e moderati modenesi? Ci saranno ticket con le donne in lista, a partire dalla new entry Bettini? La risposta a queste domande determinerà il successo dei tre sfidanti, pronti a contendersi la poltrona in Regione che probabilmente Forza Italia otterrà sotto la Ghirlandina.
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