'Se il voto fosse di opinione, Schlein potrebbe invece aumentare di parecchio, ma con un voto ristretto, organico e fedele al Pd credo che si manterranno le stesse proporzioni dei circoli e che la vittoria sarà assegnata a Bonaccini'. Queste parole del sondaggista Antonio Noto fotografano meglio di altre la sfida di domenica all'interno del Pd tra Stefano Bonaccini e Elly Schlein.
Da una parte il resistere di una appartenenza agli steccati della storia ex Pci, ex Pds, ex Ds, oggi Pd, che si materializza nella figura di Stefano Bonaccini, dall'altra il rischio del 'nuovo' rappresentato da Elly Schlein, la ragazza capace di parlare una lingua nuova, fresca e allo stesso tempo colta.
Un bivio che, con ogni probabilità, si risolverà con la solita scelta dell''usato sicuro', ma che anima e non poco il dibattito nel mondo Dem.
Scegliere la giovane donna Elena Ethel Schlein, detta Elly, classe 1985, laureata con il massimo dei voti in giurisprudenza, a Bologna, volto di Occupy Pd, il movimento dei giovani Dem che protestarono contro i franchi tiratori che cancellarono le chance Prodi al Quirinale, oppure puntare su Bonaccini, classe 1967, orgoglioso della sua storia tutta interna al partito e della sua famiglia iscritta al Pci?
Il partito emiliano sta tutto con Bonaccini, fuori dalla provincia, in una Italia che guarda al progressismo europeo Schlein ha più appeal. Tutto, come afferma Noto, dipenderà dalla affluenza: se sarà alta Elly potrebbe farcela, altrimenti toccherà a Stefano guidare il Pd fuori dalle secche del tracollo dei consensi vissuto negli ultimi anni.
g.leo.
Resistere con Bonaccini o rischiare con Schlein: Pd al bivio
Un bivio che, con ogni probabilità, si risolverà con la solita scelta dell''usato sicuro', ma che anima e non poco il dibattito nel mondo Dem
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