Ci risiamo. Ancora un appuntamento istituzionale utilizzato dal sindaco e ricandidato in quota PD alle prossime elezioni amministrative, per un attacco diretto politico e, da ricandidato alle prossime elezioni, assolutamente di parte.
Nelle ultime settimane lo ha fatto ben quattro volte tre volte utilizzando gli strumenti che dovrebbero servire per la comunicazione istituzionale, oltre alla visibilità che dal ruolo istituzionale viene concessa, per quella che è diventata la sua campagna di propaganda politica. Il battesimo della campagna politica istituzionale contro Salvini ed il suo decreto (che tra l'altro il sindaco dovrebbe per ciò che è di sua competenza preoccuparsi applicare e non rigettare), è stato durante il breve intervento di saluto al festival delle migrazioni. In cui i pochi minuti concessi per un saluto da sindaco all'aula magna di Giurisprudenza sono stati utilizzati per buona parte per descrivere la disumanità del decreto sicurezza. Poi lo ha fatto e lo ha fatto dire anche attraverso un comunicato stampa 'istituzionale' in occasione della presentazione del piano di emergenza per il soccorso ai senza tetto nella stagione invernale. Paventando il rischio che le strade siano d'ora in avanti piene dei senza dimora creati dal decreto del ministro leghista (come se fino ad ora i senza fissa dimora che ogni giorno la cronaca registra come vittime o autori di reati non esistessero).
Pechè ne sono seguiti a stretto giro altri due. Muzzarelli lo ha fatto nuovamente, accompagnato dall'immancabile nota istituzionale dall'ufficio stampa, in occasione dell'approvazione, con i soli voti del centro sinistra, di tre ordini del giorno che in diverse sfumature, esprimevano la contrarietà al decreto Salvini. Affermando che Modena, di fatto nella sua totalità, nel suo essere comunità, era contro il decreto sicurezza Salvini. Aggiungendo all'inopportunità dell'uso politico delle istituzioni la presunzione di rappresentare politicamente l'intera città e tutti i modenesi.
Oggi il quarto attacco. Questa volta, sempre dalle stanze e con gli strumenti informativi del Comune, ma utilizzando l'occasione fornita dall'incontro con i sacerdoti chiamati, nella discussione generale, ad un confronto sugli 'effetti negativi' del Decreto Salvini. Inserito nero su bianco nell'immancabile nota stampa.
Ma ormai è chiaro che questo modo di agire, che è gentile definire 'inopportuno' non è più l'eccezione, bensì la regola. Una evidente e strutturata strategia di comunicazione scelta da un sindaco che, in maniera nemmeno malcelata, ha nuovamente deciso (visto che i precedenti ci sono), di utilizzare il proprio ruolo pubblico ed istituzionale per un obiettivo politico e di parte. Come se i cittadini non lo capissero, come se questo non desse fastidio nemmeno al suo partito di riferimento, come se questo, a lungo andare, non fosse controproducente per lo stesso PD. Come se dovesse compiacere il nostro Paride Puglia. Come se questo non rafforzasse Salvini stesso. Perché se così non fosse non si spiegherebbe l'onda anomala di dichiarazioni anti-Salvini e anti decreto-Salvini di cui nelle ultime tre settimane Muzzarelli, da sindaco candidato, si è reso protagonista.
Gianni Galeotti


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