Opinioni Il Punto

Traditori e pappagalli, il super nervosetto di Muzzarelli

Traditori e pappagalli, il super nervosetto di Muzzarelli

L'assessore Ludovica Ferrari si becca della pappagalla, si scusa, ma non basta: il sindaco la bastona ancora


2 minuti di lettura

'Prendo atto positivamente della smentita e della correzione. Aggiungo solo che termini come traditore e simili dovrebbero essere banditi dal dialogo politico della sinistra e dei democratici in genere: non permetterò che le divisioni nazionali facciano saltare un'esperienza positiva e che ha le sue radici profonde nella storia e cultura della sinistra democratica modenese'. Ludovica Ferrari ieri si è scusata per aver dato dei 'traditori' ai bersaniani (frase peraltro ripetuta circa 1.236 di volte da Renzi, volta più volta meno), ma al sindaco renziano-perfinta Giancarlo Muzzarelli non basta. Nulla dice Muzzarelli sul 'pappagalla' appioppiato da Paolo Trande alla sua 'Ludo', sua compaesana, sua ex pupilla. Quello va bene, non va bandito. Più pappagalli per tutti e chissenefrega se nel mirino finisce una donna (qui l'attenzione di genere conta solo a parole)...

La Ferrari si deve beccare della pappagalla, deve scusarsi e poi deve subirsi anche un'altra lavata di capo. I gusci per terra e la lavagna dietro cui nascondersi sono già pronti.

Ma qual è il motivo di tanto astio? I motivi del super-nervosetto del sindaco forte (che ha abbandonato improvvisamente la sua galanteria verso le 'signore') a ben vedere sono essenzialmente tre: uno di ordine personale, uno di ordine

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strategico e uno di ordine, potremmo dire, semantico.

  1. Motivo personale: la Ferrari è vicinissima a Matteo Richetti (il portavoce di Renzi, quello a cui sobriamente il renziano-perfinta Muzzarelli disse di 'dare aria ai denti') e non sta nascondendo le sue ambizioni di candidarsi a sindaco nel 2019. A Giancarlo da Fanano questo non piace molto, al di là del suo desiderio di lasciare Modena per Roma: lui, ex comunista vero, il testimone lo vuole passare a un compagno vero. E poi non a una donna, cavolo...
  2. Motivo strategico: con l'uscita della truppa ribelle bersaniana, Muzzarelli e la sua giunta non hanno più la maggioranza Pd in Consiglio. Cinque bersaniani, più cinque grillini, più 3 forzisti, più una giovanardiana, più Montanini, più due Per me Modena fa 17 (come faceva giustamente notare ieri Giovanni Finali), mentre il Pd è fermo a 15. Quindi meglio non sfottere gli alleati se no salta la baracca. E addio marcia in più, marcia in meno e retromarcia.
  3. Motivo semantico: la parola traditori non va spesa a cavolo. Se sono traditori i bersaniani, deve aver pensato Muzzarelli il montanaro, allora lo è anche Stefano Bonaccini che ha tradito Bersani per Renzi con un tweet e, soprattutto lo è anch'egli che si è dichiarato renziano all'ultimo minuto, dell'ultimo secondo, dell'ultimo voto di circolo...
    Insomma piano con le parole, che qui nessuno è perfetto.

Giuseppe Leonelli

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