La strategia del senatore meloniano fino ad oggi era chiara: ritardare la discussione con gli alleati (Forza Italia e Lega) il più possibile nascondendosi dietro alla figura dell'ex presidente della Fondazione Paolo Cavicchioli, sapendo perfettamente che Cavicchioli è e resterà non disponibile. A quel punto, a ridosso del voto, puntare su un candidato di bandiera per poter dire 'ci abbiamo provato'.
Con l'uscita di Forza Italia però questo piano salta. E' evidente che per l'individuazione di un candidato civico (strada maestra per tentare di scardinare il sistema-Pd) sarebbe stato necessario un lavoro preparatorio che Fdi non ha oggettivamente fatto, ma a pochi mesi dalla competizione elettorale il nome di Piergiulio Giacobazzi appare come una scelta solida e di esperienza.
Avvocato 43enne, di famiglia ben conosciuta in città e provincia, Giacobazzi è in grado di parlare anche a un elettorato storicamente distante dalla destra sociale di Fratelli d'Italia e allo stesso tempo intercetta i consensi di un parte della base meloniana e di gran parte del direttivo Lega.
Questo Barcaiuolo lo sa benissimo e così ora davanti a lui si pone un bivio: concedere a Forza Italia la candidatura a sindaco di Modena, accontentandosi di esprimere propri uomini in altre province, o puntare su un nome proprio, ma a questo punto, visto il calibro del nome dell'alleato, non più di bandiera. Due i principali nomi vicini a Fdi che rispondono a questo profilo. Si tratta di due avvocati noti, entrambi con una lunga esperienza nella Camera Penale: Roberto Ricco, già presidente di circoscrizione 1 e Guido Sola. Ricco sarebbe probabilmente il nome più apprezzato, ma pare abbia ripetutamente negato la propria disponibilità. Resta la pista che conduce a Guido Sola. A quel punto, se Barcaiuolo sciogliesse il suo dilemma decidendo di andare allo scontro con Forza Italia, il braccio di ferro sarebbe dunque tra Giacobazzi e Sola. Il primo in grado di intercettare più consensi fuori dal giardino meloniano, il secondo rispondente alle esigenze più identitarie di Fdi.
Il tutto senza dimenticare l'occasione storica che il centrodestra ha di fronte: provare, in virtù della crisi che sta vivendo
Giuseppe Leonelli

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