Ma in quella foto c'è ben altro dei due governatori di regione, del Lazio e dell'Emilia Romagna. Il primo segretario, il secondo possibile candidato. Bonaccini si sente uomo forte e lo esprime, anche nei gesti apparentemente cortesi. Zingaretti appare totalmente incapace, anche agli occhi dei suoi sostenitori che quella capacità vorrebbero vederla, di colmare quella crisi di leadership da anni tallone d'achille del PD
C'è poco da fare. Zingaretti non trascina e la sua presenza, anche nel momento in cui (sempre su richiesta dei fotografi a corto di immagini non troppo banali), gira tra i tavoli, non genera interesse. I posti riservati al PD sono vuoti (e ci torneremo) e tra i tavoli è come se passasse un fantasma. Molti non smettono di mangiare, al suo passaggio. Come una presenza non prevista. Un piccolo, piccolissimo, ridotto quasi ad un accenno, applauso parte da un tavolo. Che si smorza subito. Tutto sembra forzato, faticoso, surreale. Un segretario nazionale che suscita meno interesse di una forchettata di gramigna. E' evidente. L'atmosfera si taglia. Si ostenta disinvoltura, come fosse normale, ma normale non è. Parte un altro timido applauso. Frutto di una sorta di clack che non genera seguito. Perché alla festa PD, oltre alla persone, proprio nella sera del segretario, manca il PD. Mancano anche quelle che un tempo chiamavano 'truppe cammellate'. Quelle che non potevano mancare agli eventi, nemmeno quelli con il segretario provinciale del partito o un presidente di regione. Figuriamoci con il leader nazionale. Consiglieri comunali del PD, di ogni comune della provincia, dei loro sindaci. Elementi del partito che un tempo sarebbero stato di fatto precettati, per eventi del genere.
Mano a mano che la serata avanza le poche cose e persone che ci sono sembrano fatte per fare emergere le tante che non ci sono. In quel tavolo, davanti a quel pollo alla griglia che Zingaretti ha 'spiluccato' e che Bonaccini ha divorato a morsi brandendolo con le mani, anche quando il segretario gli parlava nell'orecchio, c'era qualcosa che si avvicinava al contrario di quel ritorno e di quella rinascita del PD e dell'Italia post lockdown che Zingaretti citerà poco dopo, sul palco. Una sorta di vuoto. Come vuoto apparirà poco dopo il piatto di Bonaccini. Un attimo dopo siamo alla foto che vedete. Con Zingaretti, Bonaccini e, dietro, l'ex sindaco Pighi che si alza dal tavolo riservato ma vuoto. Dopo una cena veloce consumato in un tavolo vuoto.
Zingaretti ed il suo seguito (composto anche dall'ex Senatore Stefano Vaccari che non più rieletto ha trovato un buon posto nella segreteria nazionale del partito), si sposta nella sala conferenze. Per prima sale sul palco e parla al microfono Giulia, una Giovane Democratica, che sottolinea di stare lavorando in cucina, in rappresentanza di giovani. Ringrazia il segretario della sua presenza a apre la serie di interventi. Prima quello del segretario cittadino, poi del Presidente Bonaccini e poi del segretario Zingaretti. Subito, saltando la intro del segretario provinciale.
Temi nazionali infarciti di attacchi a raffica a Salvini e 'alle destre', italiane ed europee, colpevoli di non avere saputo gestire l'emergenza come il governo e l'Italia ha fatto. Il tema principe è il coronavirus. Con Bonaccini che da oggi demolirà gli ultimi baluardi del distanziamento fisico autorizzando anche i giochi di carte, ma che dice solo il vaccino potrà renderci sicuri'
In platea una sessantina di presenti seduti a distanza e circa 40 presenti ai lati della sala. Zingaretti rilancia l'azione di governo ostentando un rapporto dichiaratamente disteso e costruttivo con Conte. 'La Festa dell'Unità è tornata, il PD è tornato, ed essere qui oggi ha dell'incredibile'
Gi.Ga.

(1).jpg)

