E risultano dunque puramente propagandistiche e strumentali ancora oggi le affermazioni buoniste dell’allora sindaco Muzzarelli e dei suoi assessori, allineati con lui, che disegnavano una città “tranquilla, sicura, pulita, accogliente ed inclusiva”, totalmente lontane dalla realtà, frutto di una mentalità retorica e propagandistica di amministrare la città.
Se poi ve ne fosse bisogno, ecco le affermazioni dell’attuale sindaco Mezzetti che, di fronte alla decisione da lui condivisa della istituzione delle “zone rosse”, decisione da lui definita “utile a dare risposte alle criticità crescenti e problematiche”, si è spinto oltre parlando della “necessità di giungere alla certezza della pena di fronte ai crimini che avvengono nel territorio, sul quale è fondamentale che vi sia il concorso della Magistratura, perchè – ha aggiunto - quando si fermano e si arrestano persone, non dobbiamo poi trovarcele due ore dopo di nuovo sulle strade”.
Dunque è più che mai pressante, alta e chiara la voce dei modenesi stanchi di essere vittime o testimoni di aggressioni, violenze, risse, furti, rapine, di non avere la possibilità di circolare in sicurezza la sera, di frequentare giardini e parchi cittadini di giorno, ma anche arrabbiati con chi ci amministra e ci ha amministrati sinora che ha consentito che Modena, città ricca di storia, arte, cultura e patrimonio artistico-architettonico, scendesse a livelli cosi bassi di abbandono, incuria e degrado sociale.
Cesare Pradella

 (1).jpg)
