Una cosa c'è da dire: noi latini siamo passionali.
Lavorando con tutti i Paesi dell'ex Commonwealth, mi sento dire, dai miei fornitori oltremare, che siamo esagerati e che non sarebbe fuori luogo pensare prima alle criticità 'Intra moenia'.
Fuor di metafora, quello che mi sconvolge sono l'indignazione a intermittenza e le violenze durante certe manifestazioni.
Un triste e ormai tedioso film che va in scena da qualche anno a questa parte: arredo urbano e auto vandalizzate, agenti feriti, luoghi pubblici messi a ferro e fuoco, aggressioni alle sedi di quelle associazioni che vengono ritenute un ostacolo alla realizzazione di certi piani (siamo alla diciottesima vandalizzazione della sede di Pro Vita a Roma: ma questa gente non era a favore delle vite umane ingiustamente spezzare?).
Rammarica anche la superficialità dei più, che non percepiscono la perfetta organizzazione di determinati eventi. Qualcuno avrà visto il film 'Il Gladiatore' e si ricorderà del comandante Massimo Decimo Meridio che, rivolto alla sua legione, disse: 'Al mio segnale scatenate l'inferno'. Bene, nel caso delle sfilate 'pro-Pal', qualche arruffapopolo, ben designato prima che i cortei sfilassero, ha fatto lo stesso, nel silenzio assordante di quei sindacati e partiti politici che hanno indetto le manifestazioni. In realtà, si sono solo intestati la devastazione di un Paese, cosa che certo non fermerà gli eventi nella terra dove è nato Gesù Cristo.
Tacere su questioni che sono dietro al nostro angolo e prendere fuoco per quanto si verifica altrove, spesso senza alcuna cognizione socio-politica, dovrebbe di per sé far nascere dei dubbi.
Concludo con una constatazione di fatto: lo stivale è rinomato per seguire le mode e, con la stessa facilità con cui le ha sposate, le abbandona.
Farà male, ma la inviterei a dimostrarmi il contrario:
'Bizzarro popolo gli italiani. Un giorno 45 milioni di fascisti. Il giorno successivo 45 milioni tra antifascisti e partigiani. Eppure questi 90 milioni di italiani non risultano dai censimenti…' (Winston Churchill).
C'è una misura nelle cose, al di qua e al di là della quale non si può più parlare di buon senso (chiedo venia al poeta Quinto Orazio Flacco per avergli preso in prestito la frase).
Con amarezza
Augusto Piccolomini

.jpg)

