La notizia ha avuto grande eco sui media locali e, secondo quanto si apprende, il fermo del professore sarebbe avvenuto di fronte all'istituto ove lavorava, in orario prossimo all'inizio delle lezioni e davanti a diversi genitori che accompagnavano i propri figli a scuola.
Non è, ovviamente, nostra intenzione occuparci del merito della vicenda, che non è a noi nota e sulla quale il procedimento penale avrà il proprio corso con gli strumenti di accertamento e nel rispetto del diritto di difesa.
La vicenda è tuttavia di una inaudita gravità, poiché tratta un presunto innocente come colpevole, esponendolo ad una degradazione ed umiliazione della propria dignità personale senza alcuna esigenza cautelare o investigativa: non risulta che il professore sia stato ammanettato davanti a così tante persone sul proprio luogo di lavoro in flagranza di reato, né che quell'atto non potesse essere compiuto in maniera riservata e presso il suo domicilio.
Non v'era dunque, evidentemente, alcuna ragione che giustificasse un intervento “spettacolare” e al di fuori di qualsiasi regola di buon senso prima ancora che di diritto.
I cittadini, ancorché sottoposti a procedimento penale o addirittura a misure di privazione della loro libertà personale, devono essere trattati con pieno rispetto dei loro diritti più intimi e della dignità della persona.
Ci chiediamo con preoccupazione chi abbia deciso di procedere all'esecuzione del provvedimento cautelare con modalità tanto inutilmente gravi e da sanzionare'
Il consiglio direttivo della Camera Penale di Modena Carl'Alberto Perroux
Nella foto, il Presidente Roberto Ricco
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