Gentile direttore,
con la presente vorrei portare la sua attenzione fin dove è arrivata la discriminazione della persona, che anche senza vita, viene brutalmente etichettata un 'Covid' e non una persona con un nome e cognome, fino a vietare un ultimo saluto a familiari e amici. Questa mattina mi sono recato alle camere ardenti del Policlinico di Modena per prestare l'ultimo saluto a un mio caro amico e vecchio collega di lavoro. All'ingresso la guardia presente mi ha chiesto la motivazione della mia presenza. A quel punto ho fornito il nome e cognome e lui ha specificato che la persona defunta era un 'Covid' e che di conseguenza messo in camere speciali nelle quali era vietato l'accesso e mi ha invitato solo a partecipare alle esequie nel pomeriggio. Chiedo una riflessione sull'accaduto in quanto siamo trattati e discriminati anche da morti e senza rispetto e umanità per una persona che ha perso la vita ma che resta tale con una precisa dignità, e non un semplice morto chiamato 'Covid'.
Grazie per l'attenzione
Angelo Pelliconi
Camere ardenti Modena, ultimo saluto vietato da una etichetta 'Covid'
Siamo trattati e discriminati anche da morti e senza rispetto e umanità per una persona che ha perso la vita
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