ho letto con attenzione le dichiarazioni del dottor Giovanardi e del dottor Barchi e mi permetto di sottolineare alcune questioni.
Non ho le competenze mediche per consigliare o meno il vaccino, ma vorrei far notare al dottor Barchi che è più di un anno e mezzo che noi italiani viaggiamo in balia di una informazione approssimativa, con ripensamenti anche nel giro di 24 ore sia sulle cure, sia sulla prevenzione, sia sui vaccini. Due governi, due Commissari straordinari, due comitati tecnico scientifici non hanno saputo rispondere chiaramente e inequivocabilmente su niente.
Come può auspicare un consenso informato il dottor Barchi se non avevamo neanche un piano pandemico, se il vaccino Astrazeneca è stato più volte oggetto di si fa, non si fa, arrivando addirittura a vaccinare centinaia di minorenni con la prima dose di questo vaccino per poi subito dopo dire 'ci siamo sbagliati', per la seconda dose si cambia...
Consenso informato? E chi ci doveva informare? Arcuri? Conte? Figliuolo? Draghi? O lo stuolo di virologi e infettivologi che non si sono fatti sfuggire neanche un salotto televisivo, una dichiarazione sui social, confondendoci ancor più le idee? Non le sembra anacronistico dire adesso che il consenso deve essere informato?
Veniamo intimoriti e terrorizzati quotidianamente dai media che inducono a pensare che se non ti vaccini non sei nessuno o, peggio, sei un untore. Senza che nessuno ti informi chiaramente sui rischi e sui benefici del vaccino. O vaccino o niente! Ieri in un TG nazionale ho sentito dire che si sta valutando anche un discrimine per gli insegnanti che a settembre non presenteranno il certificato vaccinale. E questa è libertà di cura?
Non sono un medico ma sono una cittadina italiana, residente a Modena dove non si può scegliere che tipo di vaccino farsi inoculare anche se ti informano correttamente...
A me questa tutto sembra fuorché libertà!
Anna Beatrice Borrelli



