Pubblichiamo una lettera aperta al sindaco di Castelvetro Fabio Franceschini del segretario di Idea Bruno Rinaldi. Il tema è legato alla valorizzazione del vino e dell'uno, eccellenza locale, e in particolare al ruolo del consorzio Vita.
Caro sindaco, nonostante ci si trovi su fronti politici pressoché opposti una cosa di certo ci dovrebbe accomunare, ossia il perseguire il bene della nostra collettività. Quando la maggioranza fece cose fatte bene non mancai mai di ammetterlo, e specie in passato tanto è stato fatto. Purtroppo in tempi presenti, forse perché sono invecchiato e la memoria non è più ottimale, non ricordo idee nuove di una certa rilevanza, ma è certamente una mia lacuna. Già mesi or sono, subito dopo le elezioni, venni da lei per sottoporle un'idea, quella cioè di trovare una collocazione anche per una rappresentanza di artigiani in mostra con le loro produzioni in occasione della festa dell'uva, lei mi disse che era un'ottima idea, e con i suoi immancabili appunti in diretta mi disse che si sarebbe interessato.
Ebbene la festa dell'uva inizierà e il mondo dell'artigianato non sarà rappresentato, come tanti anni fa invece era, chi ha i miei anni sicuramente si ricorderà le prime feste dell'uva. Caro sindaco lei fu molto più veloce a trovare una sede per il suo comitato elettorale prima delle elezioni. Oggi l'organizzazione è lasciata alle macerie, cioè a ciò che rimane, del consorzio VITA che è più simile ad un club che ad un ente promotore come dovrebbe al contrario essere, sono da canto mio molto deluso della sua condotta, mi dispiace molto.
La sua amministrazione e suoi assessori, specie alcuni, sono totalmente inadeguati, e il risultato è una realtà amministrativa improvvisata priva di idee e senza una reale consapevolezza di ciò che è Castelvetro, che non è solo feste e ricevimenti anche privati, a cui lei immancabilmente è presente. Ciò che non è stato fatto è in netta contraddizione con lo statuto del consorzio VITA stesso che ho contribuito ad approvare e che quindi conosco assai bene, forse a questo punto meglio di lei, oggi il consorzio VITA è al solo servizio dei produttori (non tutti, anzi pochi) di vino del nostro territorio, un'autentica vergogna a cui lei pare non voglia mettere la parola fine.
Bruno Rinaldi



