Caro direttore,
scrivo queste osservazioni per evidenziare alcune recenti decisioni apparentemente in contrasto tra loro della dirigenza scolastica del liceo sassolese Formiggini. Da una parte infatti la scuola non perde occasione per sottolineare e sostenere il grado di maturità degli studenti liceali avviandoli su percorsi di digitalizzazione, implementazione di competenze, progetti di inclusività e altri paroloni pieni di ridondante cultura. Dall’altra li si tratta da bimbi dell’asilo, ritenendo che non siano in grado di autogestirsi in materia di merende, torte e pizzette e venga loro preclusa la possibilità (che diversamente si realizza in ambito, sportivo, parrocchiale, associazionistico ad esempio) di portare una crostata o un vassoio di biscotti da condividere con gli amici e i professori per festeggiare un compleanno.
Mi pare una forzatura, soprattutto in virtù del fatto che si tratta di iniziative che (per fortuna) partono dagli studenti e non è la scuola che fornisce, cosa che implicherebbe una sorta di responsabilità.
Assolutamente non considerato poi l’aspetto sociale della condivisione festosa, contenuta e limitata nel tempo, ma simpatica e solitamente ricca di episodi che faranno parte dei ricordi della classe.
La normativa viene riportata solo parzialmente nella circolare odierna (che allego) e la mia ricerca delle fonti ha riscontrato come sia indirizzata a scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.
Forse che il ministero o il dipartimento di salute e prevenzione citato nel documento, senza formalizzarlo, stessero bevendo acqua tonica e sgranocchiando salatini portati da un collega prossimo alla pensione e abbiano dato per scontato che i liceali potessero fare tranquillamente altrettanto?
Lettera firmata
Foto sopra Italpress
Divieto di condividere una torta a scuola: il caso al liceo Formiggini
Non considerato poi l’aspetto sociale della condivisione festosa, contenuta e limitata nel tempo, ma simpatica e solitamente ricca di episodi...
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