Separare dei bambini dai propri genitori e rinchiuderli in una gabbia è aberrante. L’azione di Donald Trump nei confronti dei figli degli immigrati illegalmente negli Stati Uniti è decisamente da condannare perché disumana.
Il pianto dei quei bambini scuote la coscienza di tutti noi perché in quell’azione c’è una violenza cieca che sicuramente, così come molti commentatori e giornalisti hanno giustamente sottolineato, avrà delle conseguenze sulle vite di quei piccoli. Ecco, noi nella civilissima Modena viviamo lo stesso dramma ogni volta che succede un incidente e in questo incidente sono coinvolti una mamma, un padre, un bambino. Si, perché il mezzo di soccorso che li raccoglie deve, per un ordine di servizio crudele, separare i genitori dal bambino e condurre i primi al PS dell’ospedale cittadino di Baggiovara e il minore al PS dell’altro ospedale, il Policlinico, distanti fra loro parecchi chilometri. Avete presente un bambino traumatizzato, sanguinante, dolorante, che non solo sta soffrendo per il trauma ma che deve anche subire il distacco forzato da mamma e papà? Che si ritrova all’improvviso fra estranei e che nella sofferenza non vede attorno a sé che visi sconosciuti in camice bianco?
Il pianto di quel bambino fa male, anzi malissimo. Ma i bambini di Modena non finiscono sul web, in televisione o sui giornali. Eppure l’angoscia che provano in quei momenti, il senso di abbandono e solitudine, li segneranno per sempre, esattamente come i bambini di Donald Trump.
Anna Beatrice Borrelli



