Uno dei tormentoni dell’estate sono i furti: quelli ormai consolidati nelle abitazioni dei vacanzieri o le nuove tipologie di furto, come ad esempio i cavi di rame della pubblica illuminazione. C’è una tipologia di furto, ormai drammaticamente endemica, che non conosce stagione: il furto delle biciclette. Fatti salvi recenti casi eclatanti (il ragazzino aggredito perchè sorprende i ladri in piazza Matteotti o i cicloturisti svizzeri derubati delle loro costose bici in Piazza Grande), il furto delle biciclette non fa notizia ormai da tempo sulla stampa o sui social. Eppure… c’è qualcosa in questa tipologia di furto che non andrebbe sottovalutata.
La rassegnazione di chi subisce il furto e sa che, quasi sicuramente, non riavrà il suo mezzo e rinuncia addirittura a fare denuncia. La rabbia di chi, anche più volte, è stato derubato del mezzo o degli accessori (sellino, fanale, borse…) non solo in luoghi pubblici ma magari anche nel garage di casa propria.
La sensazione di crescente insicurezza che piccoli reati come il furto della bici generano inevitabilmente. In un momento dove il mantra è la mobilità sostenibile e il futuro urbano sembra essere la “zona 30” ciclabile e pedonale dovrebbe essere lampante che ci si muoverà di più in bicicletta se, oltre a poter disporre di una rete ciclabile capillare, sicura e curata, si avrà la ragionevole sicurezza che la propria bici non venga rubata. Quale forza politica avrà voglia di spendersi anche su questo aspetto della sicurezza urbana alla prossime Amministrative?
Daniela Rovatti, ciclocittadina convinta
Modena, furti di bici fuori controllo: sbagliato rassegnarsi
Quale forza politica avrà voglia di spendersi anche su questo aspetto della sicurezza urbana alla prossime Amministrative?
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