Rientrato a Modena per qualche giorno, l'ho trovata invasa dal rusco e leggo come di molte persone siano le proteste. Mi viene a mente quando diversi anni fa, scrissi (mi pare su L'Informazione) di una città un po' melnetta e fui, sullo stesso giornale, bacchettato da un allora assessore, persona che pure ho sempre stimato e rispettato, pur pizzicandoci di tanto in tanto.
Ma era il suo lavoro, non poteva certo ammettere che la città non fosse perfetta. Oggi, con tristezza, perché, anche se il mio Dna è una 'collezione' di diverse etnie, ho rispetto per la città in cui sono nato, nuovamente devo constatare come la pulizia non sia proprio una pratica molto diffusa. Posso capire che ogni novità (o ritorno al passato) possa avere bisogno di un periodo di rodaggio, ma mi sembra che nel sopperire alle mancanze si vada un po' a rilento.
Ieri ho trovato nel giardino del mio domicilio, un bel topone, fortunatamente lui, prima, aveva incontrato un gatto e... fatto la fine del topo, ma di toponi, ad esempio, in viale Martiri della Libertà, ne ho incontrato diversi, e non topini, toponi! Le tane sono ben individuabili, ma paiono non destare grande interesse. Poi, ai toponi, c'è rischio che facciano seguito altri più grossi e irsuti animali, attirati dai rifiuti, basta poco perché si passino parola e poi, perché certi 'lussi' solo nelle grandi città?
Modena non ha forse sempre primeggiato in tante cose? È chiaro che sono portato a ironizzare ed esagerare un po', ma attenti, che se poi succede, nessuno sia a lamentarsene. C'è anche un altro problema, a mio avviso trascurato: le fogne. La scarsità di precipitazioni va determinando il formarsi di sacche di gas mefitici, avvertibili in molti punti della città e non solo in aree periferiche. Basta che un sifone abbia a scendere di livello e il gioco è fatto. Che fare? Io ho solo una modesta proposta da proporre: darsi una mossa!
Giuseppe Bellei Mussini



