Sono un cittadino modenese che spesso per ragioni lavorative deve percorrere via Emilia est in auto fino alla zona industriale di Castelfranco, inutile dirle il traffico che tutti i giorni bisogna affrontare.
Recentemente il Comune ha deciso di realizzare l'ennesima rotonda al posto del semaforo con viale Caduti sul Lavoro, immagino con l'intenzione di prevenire le lunghe code che tutti i giorni si formano in quella zona, insomma niente di nuovo sotto il sole dato che da 20 anni a questa parte rotonde e piste ciclabili sono state il mantra per risolvere tutti i problemi della viabilità cittadina. A questo punto mi sorge un dubbio: ha funzionato questo sistema? Voglio dire, il traffico è diminuito o migliorato in città? La risposta credo sia sotto gli occhi di tutti.
Continuare ad investire nella fluidificazione del traffico significa solo nascondere la polvere sotto il tappeto e non affrontare il vero problema, cioè l’eccessivo utilizzo di auto private. Tornando ai problemi sulla via Emilia Est, fra Modena e Castelfranco esiste una linea ferroviaria regionale. Nessuno ha mai pensato di incentivarla, migliorarla o anche solo pubblicizzarla? Per esempio, i binari passano a 100 metri dal centro commerciale “I Portali” e dal Pala Panini, una fermata in quella zona non sarebbe utile? Questa situazione rappresenta appieno come le istituzioni locali abbiano completamente ignorato possibili investimenti seri nel trasporto pubblico per invece dirottare tutte le risorse sempre e solo a favore della mobilità su gomma, con il risultato che ogni volta che avviene un incidente in tangenziale l’intera città è paralizzata nel traffico. Per capire quanto siamo rimasti indietro su questo tema basti pensare che l’offerta di trasporto pubblico extraurbano nella provincia di Modena è la stessa da 30 anni mentre la popolazione, soprattutto in provincia, è aumentata considerevolmente.
Che fare allora? Cominciamo a copiare, che diamine! In Italia ed Europa è pieno di esempi di città medio piccole che hanno sensibilmente diminuito il traffico attraverso la famosa cura del ferro, l’unico mezzo di trasporto competitivo con la macchina su tragitti di media-lunga distanza. Concludo dicendo che per il momento la priorità è far funzionare decentemente il tanto bistrattato Gigetto, per il futuro speriamo che la sensibilità delle nostre istituzioni possa migliorare su questo tema anche se per adesso vedo nubi all’orizzonte.
Nicola Santangelo



