Mi sono incuriosito e sono andato a verificare personalmente se le tartarughe fossero vere ed in che modo venivano tenute. Quando però ho visto questa tartaruga detenuta in questa misera teca immersa in una decina di cm d'acqua con sopra questi 'particolari dispositivi di controllo' sono rimasto a dir poco interdetto.
Capisco che l'arte si esprima nelle forme anche più strane, ma perchè coinvolgere degli esseri viventi per poter esprimere e condividere un concetto, una riflessione? Davvero c'era la necessità di tutto questo?

Vicino alla teca, attaccato alla parete, un avviso racconta di come queste due tartarughe, di proprietà dell'artista e parti integranti del suo mondo creativo si alterneranno per alcune ore in questa teca, invitando inoltre i visitatori ad avere alcune accortezze elencate in più punti per rispettare l'animale. Il problema non sono però gli spettatori, ma il contesto in cui vengono detenute, nessun riparo dallo sguardo dei visitatori, nessun punto rialzato in cui poter sostare per non rimanere immerse in acqua per diverse ore, niente di niente.
Ho inviato una segnalazione agli organi competenti (Ufficio Diritti animali, Servizio Veterinario, ecc...) e dopo due settimane sono tornato per vedere se qualcosa era cambiato per queste due povere tartarughe. Con mio sommo dispiacere l'unica differenza riscontrata è stata una striscia di qualche cm di nastro nero messa attorno alla base della teca, forse nell'inutile tentativo di nascondere i visitatori allo sguardo dei due animali.
Possibile che il Servizio Veterinario ed in particolare l'Ufficio Diritti Animali non abbiano riscontrato alcuna criticità? E' normale che degli animali vengano detenuti in questa situazione innaturale fino al 24 di Agosto, semplicemente perchè parti di un'installazione artistica?
Alla Luce anche delle recenti modifiche sulla legge contro il maltrattamento animale introdotte dalla Legge 6 giugno 2025, n. 82, che spostano la tutela degli animali direttamente, riconoscendoli come esseri senzienti, e non più legata al 'sentimento per gli animali'. viene da chiedersi come il Comune di Modena, così sensibile alle più svariate tutele, si renda partecipe di una visione oramai desueta degli animali, esponendoli in mostra come tra la fine
Saverio Ciancio



