Gentile direttore,
Sto leggendo di chiusure continue di attività commerciali nel carpigiano e nel modenese e me ne rammarico. Allo stesso tempo, però, ritengo che si sia oltrepassato il segno.
In che senso, mi dirà? Ricorda il 'Decreto Salva-Italia' n. 201 del 2011, con il quale Mario Monti liberalizzava in modo indiscriminato il commercio e privava le famiglie del senso della festività con le aperture domenicali e festive?
Fu così che, laddove in una piazza di 300 metri si poteva insediare solo un numero limitato di esercizi dello stesso tipo, con il suddetto decreto se ne potevano aprire a piacimento a distanza di pochi metri. E così avvenne.
Come sempre accade in economia (e il bocconiano Monti dovrebbe saperlo bene), le decisioni prese possono avere apparenti effetti benefici nell'immediato, ma poi si crea saturazione. E anche questo avvenne, anzi, lo stiamo toccando con mano.
Altro 'punctum dolens' sono state le concessioni generalizzate ai negozietti etnici, che hanno rubato parte della piazza.
Come diceva spesso la mia professoressa d'italiano, 'la memoria vuol essere esercitata': invito dunque tutti a sbloccare certi ricordi se intende risolvere efficacemente il problema. È naturale che determinati risultati si potranno ottenere anche interpellando l'attuale esecutivo nazionale attraverso i nostri rappresentanti locali in modo che la scellerata legge venga modificata, altrimenti tutte le iniziative prese risulteranno un temporaneo palliativo.
Cordiali saluti
Eugenio Marchetti
Negozi in centro in crisi: colpa del famoso 'Decreto Salva Italia'
Le decisioni prese possono avere apparenti effetti benefici nell'immediato, ma poi si crea saturazione. E questo avvenne
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