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No, caro sindaco Mezzetti: il popolo russo non è mio nemico

No, caro sindaco Mezzetti: il popolo russo non è mio nemico

Lo è chi cerca consensi attraverso l'inasprimento dei toni e usa le maniere forti per mascherare la propria debolezza


2 minuti di lettura

'Ho visto cose che voi modenesi non potete immaginare. Sindaci sconosciuti paracadutati da Roma a governare genti di cui non conosce nulla, associazioni di ex-partigiani in piena crisi confusionale andare a braccetto con coloro contro i quali hanno combattuto anni fa, politicanti di turno che si reputano democratici censurare qualsiasi voce divergente dal loro pensiero, bandiere di gruppi filonazisti sventolare impunemente nelle piazze della città'.
Potrebbe iniziare così in un futuro lontano, il racconto di un cittadino che abbia vissuto i momenti nel quale viviamo. Da modenese condanno fermamente l'azione autoritaria posta in essere dal primo cittadino, nei confronti di chi ha solo avuto il coraggio di denunciare una palese castronata detta da colui che dovrebbe rappresentare il Popolo Italiano. Fossi un cittadino russo mi sentirei profondamente offeso se qualcuno mi paragonasse a coloro che hanno provocato la morte di 26 milioni di miei connazionali.
Il popolo russo non è mio nemico. Lo è chi cerca consensi attraverso l'inasprimento dei toni e usa le maniere forti per mascherare la propria debolezza. Il ruolo della politica è quello di stimolare il dibattito anziché reprimerlo, ma capisco che in mancanza di argomenti l'unica via per coloro che dovrebbero rappresentare tutti è la forza di un potere esercitato malissimo e fuori tempo massimo, perché oramai tutti hanno capito come stanno le cose; l'occidente ha perso la guerra e un nuovo mondo multipolare sta nascendo. Il mio Presidente della Repubblica coglierebbe questa occasione storica puntando la bussola delle relazioni internazionali in quella direzione volta a perseguire l'interesse nazione. Invece mi ritrovo ad assistere ad un triste spettacolo fatto di attori di quart'ordine in termini umani che altro non sanno fare che fomentare divisioni.
E purtroppo questa volta le lacrime nella pioggia saranno le nostre, e saranno amare.
Davide Guerzoni - Modena

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