Caro Direttore,
in qualità di ex Direttore del Pronto Soccorso del Policlinico vorrei rivolgermi direttamente ai cittadini modenesi in questo momento dell'ennesima crisi dell'ospedale a causa del Covid 19. In questi ultimi giorni si è registrato un massiccio afflusso di utenti collegato direttamente alla presenza del virus.
1) pazienti non anziani con banali sintomi da malattia da raffreddamento (febbricola tosse raffreddore) ansiosi di una diagnosi.
2) pazienti anziani con febbre accompagnati da parenti o da un'ambulanza ansiosi di una diagnosi
3) pazienti extracomunitari con sintomi vaghi ansiosi di una diagnosi
4) pazienti con sintomi lievi ma positivi al tampone per ulteriori accertamenti
5) pazienti con sintomi severi positivi al Covid che necessitano di cure ospedaliere dalla degenza ordinaria sino alle terapia intensiva.
Questi ultimi rappresentano una percentuale minima degli accessi ma bisogna ricordare sempre che un paziente Covid in rianimazione impedisce l'uso degli altri letti. Non esiste a tutt'oggi una struttura localizzata vicino all'ospedale ma all'infuori dell'ospedale, come più volte auspicato, per filtrare l'accesso. Gli spazi riservati all'interno del Pronto Soccorso per questa osservazione (che io ho sempre ritenuto non idonei) sono largamente insufficienti e si deve ricorrere a spazi comuni. Come dimostrato in letteratura l'ospedale si trasforma in una bomba biologica super infettante. A questo punto che fare?
Fermare la diffusione del terrore. Insistere anche attraverso i media che i bollettini di guerra sono controproducenti e più di tutto fare in modo che sul territorio sia possibile rintracciare (o creare) sempre un medico competente che ascolti, tranquillizzi, curi e al bisogno ricoveri.
Daniele Giovanardi
'Non trasformare ospedale in bomba biologica e fermare il terrore'
L'ex primario Ps: 'Non esiste a tutt'oggi una struttura localizzata vicino all'ospedale ma all'infuori, come più volte auspicato, per filtrare l'accesso'
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