Opinioni Lettere al Direttore

Policlinico, ultimo controllo 60 anni fa... Edificio da ricollaudare

Policlinico, ultimo controllo 60 anni fa... Edificio da ricollaudare

Il monitoraggio e la manutenzione del calcestruzzo armato devono essere costanti e continue, questa è la regola


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Asseriva di godere di ottima salute, aveva fatto gli esami del sangue nel 1957 ed una radiografia pochi anni dopo e quindi tutto bene.
Ma con gli anni, il corpo umano, pur volendo ammettere di essersene sempre curati e di non avere avuto mai neppure un raffreddore, cambia e forse un controllo non sarebbe male. Dopo una certa età, i controlli per la patente di guida, sono ritenuti necessari e non basta il non avere avuto mai problemi fisici o mai causato incidenti, occorre essere cauti poichè i riflessi tendono a rallentare, la vista può avere manifestato dei problemi e via dicendo.
Eppure a riguardo delle strutture, che pur sempre invecchiano e che sopportano carichi, a volte assai diversi e maggiormente gravosi rispetto a quelli previsti in fase di progetto, un collaudo statico fatto nel 1957 è ritenuto sufficiente.

Verrebbe da sorridere se non fosse che tale affermazione aggiunge alla comicità la tragicità.

A chi per oltre quarantanni si è occupato di strutture, dovere constatare come dei sedicenti tecnici raggiungono una profondità insondabile nella loro insipienza, lascia poco spazio ad ulteriori commenti.
Il calcestruzzo armato è un materiale di cui è più quello che non si conosce di quanto sia dato di sapere.
I parametri che
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ne determinano la qualità non sono solo le caratteristiche geometriche ( area compressa, sezione tesa ) ma tutta una serie di altri fattori di cui non si può non tenere conto.

In primo luogo il calcestruzzo armato invecchia. Come? Quanto? Assai difficile poterlo determinare. Ha una vita utile stimabile in 50 anni, valore che può sembrare basso ma che prudenzialmente esprime il grado di indeterminazione insito nel materiale.
Basti pensare che un getto in calcestruzzo è influenzato dalle condizioni di temperatura, è pur vero che vi sono gli additivi, ma nella pratica, basta frequentare un cantiere, le cose sono assai diverse.
Molti avranno avuto modo di vedere i 'ferri' depositati in un cantiere ricoperti di ruggine, vero che esiste anche l'acciaio inox, ma è limitato a realizzazioni particolari e col tempo i 'ferri', se la percentuale d'acqua inclusa nel calcestruzzo non è accuratamente dosata o se si verificano altri fenomeni, col tempo arruginiscono e nessuno può garantire che la sezione tesa sia la stessa dopo 50 anni o a volte anche meno.
Vi sono poi gli agenti atmosferici, azione acida su i paramenti esposti, la 'casseratura' non perfetta o il calcestruzzo non vibrato a dovere tanto da far sì che dopo non molto il
'copriferro' risulti insfficiente ed i 'ferri' così esposti abbiano ad ossidarsi, ovvero, arrugginire.

La struttura del Policlinico di Modena si è presentata per molti anni incompiuta ed esposta agli agenti atmosferici,e perlomeno in alcune sue parti passati malanni non avranno certamente giovato.
Il monitoraggio e la manutenzione del calcestruzzo armato devono essere costanti e continue, questa è la regola. In difetto di tale 'regola' tutto il resto sono solo chiacchiere.
Prendiamo ad esempio un'automobile. Affrontereste a 130 l'ora un percorso con pneumatici degli anni 50? al di là di una piacevole passeggiata con un'autostorica, l'uso quotidiano può non essere consigliabile, anche avendone avuto sempre la massima cura, semplicemente perchè traffico, velocità, le stesse strade, sono cambiate.
Liberi di usare un'autovettura senza airbag e nel caso di incidente uscirne illesi, ma sarà altrettanto se l'evento dovesse ripetersi?
Dire che una struttura è antisismica significa che quella struttura deve dissipare l'energia sismica, rompendosi, ma dove il progettista ha previsto che abbia a rompersi, dopo è da buttare.
Ritornando all'esempio della autovettura, in caso di incidente, è previsto che la scocca a resistenza differenziata debba accartocciarsi per dissipare l'energia d'urto e salvaguardare la cellula di sopravvivenza, ma dopo non basta raddrizzare le lamiere per poi riprendere ad utilizzarla, la
sua 'geometria' in ogni caso non sarebbe più quella di prima, ci sarebbe il problema della verifica delle saldature, dell'assetto e via dicendo.

Sono considerazioni semplici, alla portata di tutti, ma non tutti sono in grado di capire e maggiormente sforzarsi di capire.
Quando poi il parametro di valutazione è ricondotto esclusivamente al fattore economico, a quello che appare come un 'risparmio' ma che poi non si rivela tale, vale il buon vecchio proverbio : 'chi più spende, meglio spende' ma so di 'stonare' rispetto al coro, ma a volte vale riflettere se non sia il 'coro' a stonare.

Professor Giuseppe Bellei Mussini
già docente di Costruzioni e Tecnologia delle costruzioni negli Istituti Tecnici per Geometri
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