Opinioni Lettere al Direttore

Punti nascita, caro Bonaccini è il tempo dei mea culpa

Punti nascita, caro Bonaccini è il tempo dei mea culpa

Per fugare i nostri dubbi di strumentalizzazione in campagna elettorale ammetta che qualcosa vi è sfuggito in fatto di Sanità


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Gentile Presidente, 
è veramente un paradosso leggere oggi sui quotidiani prima la sua soddisfazione per l'incontro con il Ministro Grillo e le sue accorate speranze per la riapetura dei Punti Nascita in Provincia e poi l'indignazione perchè si sente ingiustamente accusato di strumentalizzazione in campagna elettorale. Ma qui non c'è nessuno che l'accusa, la nostra è semplice meraviglia. Una meraviglia dovuta alle tante volte che associazioni di Modena e provincia, comitati, liberi cittadini, voci autorevoli della Sanità italiana,  chiesero a Lei e al Dott. Venturi, a suo tempo, di non procedere con la chiusura dei Punti Nascita, di ripensarci. E lo chiesero quando Ministro della Salute era l'On. Lorenzin che, interpellata nella scorsa tornata elettorale, rispose che si sarebbe occupata del problema ma non in campagna elettorale per non dare adito a strumentalizzazioni. Anzi, l’On. Lorenzin  affermò pubblicamente che si sarebbe potuto “schifarla” se avesse tenuto aperto il centro nascite di Pavullo perché una equipe ospedaliera che non tratta almeno 500 parti all’anno, non mantiene l’allenamento e non c’è formazione che tenga.
E allora perchè ora questo improvviso accorato appello al governo attuale? Forse perchè rivolgersi ora al Ministro Grillo, in caso di risposta negativa, potreste dire che è colpa del Governo Salvini-Di Maio? 
Scusi ma il dubbio è giustificato.

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Cosa è cambiato perchè ora si debba rivedere la Vostra decisione che fu irrevocabile?
Non si tratta di accusare nessuno, si tratta che noi che viviamo nella Regione, da Lei amministrata, restiamo sorpresi e confusi.
Per fugare i nostri dubbi di strumentalizzazione in campagna elettorale ammetta che qualcosa vi è sfuggito in fatto di Sanità. Ammetta che vi siete sbagliati perché non si può far partorire in ambulanza una donna rea solo di aver scelto di vivere in una comunità montana. Inizi a dare risposte anche ad altre domande che, prima di questa campagna elettorale, Le sono state poste più e più volte. Come per esempio l'atto discriminatorio nei confronti di donne gravide e bambini traumatizzati a cui viene negato l’acceso all’ospedale di Baggiovara, centro attrezzatissimo per i traumi, e vengono, invece, dirottati al Policlinico dove non troveranno le attrezzature di Baggiovara, nè tantomeno equipe allenata al trauma.
Caro Presidente, La invitiamo a rispondere proprio ora che è in campagna elettorale: in modo che, chi di noi si recherà alle urne a maggio, possa fare le proprie valutazioni.
E' tempo di 'mea culpa' e non di 'j'accuse'.

Anna Beatrice Borrelli - Presidente RelArte e candidata Lega

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