Opinioni Lettere al Direttore

'Scontro Seta, a differenza di altri noi continuiamo a fare sindacato'

'Scontro Seta, a differenza di altri noi continuiamo a fare sindacato'

La Uil critica l'accordo sul premio di risultato firmato dall'azienda guidata da Bulgarelli con solamente la Cgil. La lettera di Carmine Bovienzo


2 minuti di lettura

 
Più che il premio di risultato, Bulgarelli si impegni a restituire dignità e senso di appartenenza ai lavoratori di Seta.
In questi giorni abbiamo letto della soddisfazione espressa dal presidente Bulgarelli sulla sigla dell'accordo sul PDR, siglato solo con la FITCGIL, accordo che secondo lo stesso è un ottimo risultato ma che soprattutto dimostra la volontà da parte della azienda al dialogo con le organizzazioni sindacali.
Per quanto ci riguarda invece ci si ritrova soltanto di fronte a quello che è un atto di comodo per la stessa dirigenza ma soprattutto un atto che non porta nessuna soluzione alle problematiche che fino ad oggi hanno portato agli scioperi fatti e  dimostra nuovamente l'arroganza dei vertici aziendali che hanno la presunzione di scegliersi i loro interlocutori, non curandosi del fattore della rapresentanza.
Basta pensare che del premio di produzione
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entrambi le parti firmatarie lo avevano sventagliato ai quattro venti, lo avevano venduto come un risultato ecclatante ed eccellente già il 12 dicembre, data in cui si erano trovate le modalità e gli importi da ripartire, ma allo sciopero del 16 dicembre l'adesione è stata comunque quasi pari al 100%, cosa che forse bovrebbe far riflettere a qualcuno.
 
Sarebbe il caso che la dirigenza di SETA pensi a ridare dignità ma soprattutto che provi a ridare un senso di appartenenza ai propri dipendenti, invece di fare accordi sul PDR che oltretutto sono anche peggiorativi come criteri da raggiungere, illegittimo in quanto siglato con chi non rappresenta la maggioranza dei lavoratori e che come detto sono più di comodo per la stessa dirigenza.

Sia chiaro che il PDR è un punto che interessa anche noi, ma bisogna ricordarsi che per avere dialogo, deve esserci prima rispetto dei ruoli fra le parti,cosa che oggi assolutamente non avviene ecco spiegato anche il motivo che ci ha indotto a proclamare un ulteriore stato di agitazione, perchè è
impotante che l'opinione pubblica,i cittadini ma in modo particolare gli utenti, sappiano che ad oggi niente è cambiato sulla vertenza, anzi qualcuno ha pensato bene di aumentare i disagi e perpetrare ulteriori atti unilaterali.
Fino a quando i vertici di SETA non capiranno che il benessere dei propri dipendenti è di riflesso il benessere dell'azienda, noi continueremo a fare il nostro lavoro di sindacato.
 
 
Carmine Bovienzo - segretario alla Mobilità Uil trasporti Modena
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