dopo il gravissimo fatto di cronaca di Tabina, leggendo le prese di posizione di diversi politici una su tutti quella della Senatrice Rando del Pd, mi chiedo se queste persone abbiano una vaga idea con chi i loro cittadini abbiano a che fare quotidianamente...
Già perché pare che la distanza tra il mondo della politica con le loro lobbie e la vita quotidiana, siano due strade parallele che non si possano incontrare. Parlare di inclusione e educazione all'affettività ci fa pensare che queste persone non camminino per strada.Intanto la parola inclusione ritengo vada bandita dall'uso quotidiano e dal vocabolario, in quanto chi viene in un paese alla ricerca di una vita migliore dovrebbe adeguarsi alle regole di chi lo ospita, essere ossequioso e lavorare 16 ore al giorno, per affermarsi in una società che gli ha dato una seconda possibilità.
Per quanto riguarda l'educazione all'affettività, vorrei sapere come si pensa di poterla fare apprendere a un minorenne che scappa dal nord Africa, lasciando là la sua famiglia per venire in Italia su un gommone, famiglia dove la donna è sicuramente sottomessa e certamente patriarcale, termine così caro alle femministe italiane... Diciamolo pure inintegrabile.
La dottoressa Rando dovrebbe farsi una bella passeggiata per il centro di Modena, magari dalle 22, centro dove io risiedo e ho ricevuto tre aggressioni come si dice,'lame alla mano', da queste persone non incluse e con mancanza di educazione all'affettività, per provare a mettere in pratica le sue idee geniali e perché no, magari consegnare loro, il libro di Beccaria 'dei delitti delle pene' e vedere la loro reazione.
Cari perbenisti, se non Ve ne siete accorti, questi personaggi ci odiano e te lo dicono in faccia, vogliono usare le donne, meglio se bianche, come e a loro piacimento, oltre a mettere a repentaglio la vita quotidiana di giovani e non. A loro dell'educazione all'affettività della dottoressa Rando non importa nulla, loro sono qui per prendersi quello che vogliono in un modo o nell'altro.
Stefano Gatti



