'Francamente ci saremmo aspettati gratitudine per l'accoglienza loro riservata, peraltro non senza sacrifici da parte degli italiani, non frasi così pesanti, al limite della minaccia e dell'istigazione a delinquere. Un limite che solo la Procura della Repubblica potrà valutare se è stato superato. Ad ogni modo, a forza di oltrepassar confini, si rischia di superare anche quelli della legge e, sicuramente, quelli del buon senso e del rispetto. Atteggiamenti che poco dovrebbero aver a che fare con l'ontologica figura del profugo e del richiedente asilo. Ma di fronte ad uno Stato che oggi rischia di assomigliare di piu' al participio passato del verbo stare, che non ad un'entità giuridica che governa ed esercita il potere sovrano su un determinato territorio e sui soggetti a esso appartenenti, tutto appare possibile. Il dubbio, a questo punto, e' che buona parte dei richiedenti asilo, che hanno così sobriamente marciato per le strade della nostra città, e non vorrebbero l'apertura dei Centri di Respingimento, appartenga a quel 95% di sedicenti profughi (giovani e forti) giunti in Italia solo per ragioni economiche. Anche noi auspichiamo che l'istruttoria si concluda con rapidità, così avremo modo di certificare quanti meritano il biglietto di ritorno che, comunque, andrebbe in ogni caso consegnato, sussistendone i presupposti, a facinorosi e violenti.'
Avvocato Enrico Aimi, Consigliere regionale Forza Italia Emilia Romagna



