Caro direttore,
A fronte dei recenti risultati dei ballottaggi comunali, occorre fermarsi tutti a farsi un esame di coscienza.
È un dato di fatto che, nonostante il perverso sistema di affidi in certe città emiliane e i recenti reati di corruzione di certe giunte al Sud, il partito democratico continui a rimanere in piedi grazie a regioni popolose come Emilia Romagna e Toscana. È altrettanto vero, però, che i vertici nazionali del centrodestra, con l'avallo di opachi rappresentanti regionali, non stiano ingranando la marcia e abbiano bisogno di tornare a scuola guida.
Fermiamoci alla nostra regione: candidati presentati all'ultimo minuto e conosciuti da una ristretta minoranza, abbandonati dai vertici nazionali, che hanno provato quasi fastidio quelle rare volte in cui hanno fatto capolino in Emilia Romagna. Disinteresse? Senso di minorità?
Ad oggi, non sappiamo ancora chi sarà il candidato alle elezioni regionali: se si vuole scardinare un sistema incancrenitosi da decenni, sei mesi sono anche pochi per preparare il terreno. Ciò nonostante, si è ancora lì a meditare...
A questo punto, meglio un indipendente appartenente a un comitato civico, sostenuto dai partiti di centrodestra, conosciuto per il suo lavoro e il suo contributo alla crescita della regione. A Bologna andò così con il sindaco Guazzaloca, se ricorda, e funzionò benissimo.
Mi auguro che qualche esponente delle destre possa leggere la mia missiva, riconoscere umilmente gli errori della coalizione e voltare decisamente pagina per far virare la nave emiliana finalmente in altra direzione.
Grazie se non vorrà ignorare la mia lettera.
Cordialità
Clara Schiavone
'Voto, centrodestra riconosca umilmente gli errori della coalizione'
'Fermiamoci alla nostra regione: candidati presentati all'ultimo minuto e conosciuti da una ristretta minoranza, abbandonati dai vertici nazionali'
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