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Candidati 5 stelle, il giustizialismo dei grillini carpigiani non paga

Candidati 5 stelle, il giustizialismo dei grillini carpigiani non paga

Benatti (Forza Italia): 'Se i cinque stelle carpigiani diventano razzisti, vanno a sottrarre voti alla Lega, non al Pd'


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Le parlamentarie hanno dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, che il 'sistema terrore Carpi' messo in piedi dai grillini - specie dalla portavoce e da un paio di praticanti portavoce - non paga né in termini elettorali né di consenso interno, quello fra i grillini certificati.

Un sistema, quello carpigiano, che più che a Rousseau si ispira a Robespierre. Un sistema alla Marco Travaglio, con il suo giustizialismo senza prove, senza carte, basato su accuse farlocche sparate a caso.

Un sistema che, per non farsi mancare nulla, aggiunge al giustizialismo la lotta all'immigrazione e strizza l'occhiolino a Forza Nuova, promuovendo manifestazioni xenofobe sotto casa degli assessori.

Un sistema che però è stato demolito dai risultati delle parlamentarie, con i candidati locali “non pervenuti”, mentre è vincente Stefania Ascari, avvocato modenese specializzata nel tema dell'immigrazione, sul cui profilo non ci sono i likes dei fascisti come sul profilo dei grillini carpigiani, ma ci sono richiami all’integrazione, all'antifascismo, alla strage di Bologna, alla malagestione dei CIE, ecc.

E questo mi porta al ragionamento politico: da tempo e da più parti si sostiene vi sia la necessità di “unire le opposizioni carpigiane” contro il PD carpigiano.
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Questo concetto è stato portato avanti in particolare al momento del referendum Aimag, con 5 stelle, Lega, FdI e lista civica in prima fila per l’”acqua pubblica”, mentre FI è rimasta fuori dai giochi.


Io invece sostengo che le opposizioni non si possano unire. Si uniscono le maggioranze, su un programma di governo serio e credibile; si creano le maggioranze variabili, su punti ben precisi non “di programma” ma relativi a singoli interventi; ma le opposizioni devono fare opposizione con le proprie idee, non “unendosi”. Le opposizioni devono lavorare per sottrarre voti e candidati alla sinistra, come cerchiamo di fare noi con il vicesindaco Morelli, non “unirsi”.

Perché unendo le opposizioni si acquista più “forza apparente” ma non si prendono più voti. Al massimo si ripartiscono diversamente i voti che già ci sono.

Nella fattispecie: se i cinque stelle carpigiani diventano razzisti, vanno a sottrarre voti alla Lega, non al PD. Non sfondano a sinistra, ma drenano voti alle altre opposizioni alla loro destra. Nei numeri è esattamente quello che è successo alle elezioni del 2014, con Bellelli che, nonostante i 5 stelle e la crescita della civica, ha preso più voti di Campedelli.

Fatevi delle domande, no?

Roberto Benatti - Forza Italia
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Direttore responsabile della Pressa.it.
Nato a Pavullo nel 1980, ha collaborato alla Gazzetta di Modena e lavorato al Resto del Carlino nelle redazioni di Modena e Rimini. E' stato vicedirettore...   

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