E il sindaco Righi ha ammesso implicitamente il ritardo nel quale si trova la città per una serie di annosi progetti che si trascinano da decenni rimasti sinora nel cassetto, impegnandosi a realizzarli nel corso del suo mandato e anche nel prossimo, dicendosi certo della sua rielezione tra quattro anni.
E così Righi ha parlato di questi progetti che egli ha intenzione di presentare (e di realizzare) che attendono da anni di essere attuati perchè solennemente promessi dai suoi predecessori sindaci in occasione di ogni elezione amministrativa. Di qui la conferma di una città “in ritardo” che ha bisogno di “una profonda ristrutturazione”, come egli stesso l’ha definita.
Ha parlato del nuovo ospedale (già annunciato dagli ultimi tre sindaci prima di lui, Malavasi, Campedelli, Bellelli), della soppressione del passaggio a livello di Cibeno (lo promise ai suoi tempi anche l’allora sindaco Bergianti), del recupero della Corte di Fossoli, della nuova sede dei Vigili urbani, di una nuova disciplina viaria all’uscita del casello autostradale, della definitiva sistemazione dell’ex campo di concentramento di Fossoli per la quale l’allora sindaco Bergianti indisse addirittura un concorso internazionale.
Ha poi ammesso la profonda crisi economica carpigiana che, dopo la fine del boom della maglieria, non ha più saputo trovare nuovi sbocchi industriali e produttivi e che fa leva su settori particolari della meccanica ma, soprattutto, sul generoso e geniale artigianato locale che tuttavia non può ovviamente produrre gli effetti economici di una industria vera e propria.
E ha confermato quanto andiamo dicendo da tempo e cioè l’impoverimento della città nel suo complesso e nella sua struttura, con la scomparsa di una serie di enti e uffici pubblici che generavano mobilità, ricchezza e importanza a beneficio del territorio e dei cittadini. Cui, aggiungiamo noi, si aggiunge la grave perdita di immagine e di peso specifico della città e del suo territorio con la prossima scomparsa della Diocesi col suo vescovo.
Righi ha poi risposto a domande dei soci Rotary presenti su aspetti secondari ma non meno importanti della vita della città, come lo stato in cui si trova via Roosevelt da mesi semi paralizzata da ‘lavori in corso’, lo stato in cui si trova l’asfalto di molte strade
Dalla relazione a tutto campo del sindaco Righi, peraltro appassionata, è emersa una situazione generale di preoccupazione che rafforza la tesi di quanti sostengono che Carpi sia una città che appare spenta, rassegnata, insicura di giorno e di sera, senza vivacità e senza idee, in ritardo nel suo sviluppo, con una difficile integrazione con la popolazione extracomunitaria, per cui diventa facile spiegare la ragione per quale giovani coppie non appaiono indotte a stabilirsi a Carpi vista la scarsità di prospettive economiche certe.
Cesare Pradella
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