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Carpigate: aspettiamoci di tutto con le intercettazioni

Carpigate: aspettiamoci di tutto con le intercettazioni

Non è detto debbano essere per forza rilevanti penalmente, ma che potrebbero esserlo politicamente


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CarpiGate, nota tecnica.

Quanto ricevuto dagli indagati in questi giorni sono degli avvisi di fine indagini, non avvisi di garanzia. Sono cose diverse. L'avviso di garanzia è inviato nel corso delle indagini a un indagato, normalmente per fare in modo che venga nominato un legale per un interrogatorio. Ma l'indagine in quel momento è ancora in corso, seppur in stato avanzato (non è che gli inquirenti avvisano gli indagati che li stanno intercettando, per capirci). 
Qui siamo in un'altra fase: l'indagine è finita, e agli indagati è stato comunicato che il Magistrato ha ritenuto di individuare inequivocabili elementi di colpevolezza e che, in assenza di novità, chiederà al Giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio. 

Quali novità ci potrebbero essere? Nei 20 giorni successivi all'avviso l'indagato ha il diritto di difendersi, presentare memorie, farsi interrogare, anche di suggerire altre 'piste' agli inquirenti. Se nei 20 giorni non succede nulla, o comunque se gli elementi portati vengono considerati inutili, il Magistrato chiederà il processo. Oppure potrebbe ripensarci: perché siamo in una fase dove da un punto di vista teorico può succedere di tutto.
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Però è anche chiaro che se il Magistrato ha emesso avvisi di fine indagini con la formulazione di capi d'accusa, è perché è convinto di di avere elementi chiari e inequivocabili per chiedere il rinvio a giudizio e sostenere favorevolmente il dibattimento.

I tempi sono comunque ancora lunghi: dopo le richieste ci  potranno volere mesi -  anche anni - prima che il Giudice decida per il rinvio o meno a giudizio. Nel caso di Finale Emilia, per esempio, la decisione è stata presa poco tempo fa, a distanza di quasi 3 anni dagli avvisi.

Sbaglia poi chi attribuisce tempistiche ”elettorali” alle indagini e agli avvisi. Un’indagine dura 6 mesi, di legge, prorogabili solo per motivi validi e per indagini complesse. L’indagine è partita in estate avanzata, a seguito degli eventi, come notti bianche e dehors, sotto la lente degli inquirenti. Quindi i 6 mesi, più qualche settimana di tempi tecnici, sono scaduti adesso. È tutto perfettamente in linea con la legge, senza forzature elettorali. 

Poi è evidente che dovranno arrivare altri avvisi di fine indagini: un dirigente è stato interrogato settimane fa come indagato, previo avviso di garanzia, quindi la comunicazione di fine indagini deve arrivare anche a lui. Ed è ovvio che gli altri reati già ipotizzati, come corruzione, turbativa e voto di scambio, sono in concorso, quindi anche altri dovranno per forza ricevere l'avviso di fine indagini.
Che anche in questi casi potrà contenere un'archiviazione, beninteso.

Poi c'è tutto il filone delle intercettazioni. Perché con la chiusura ufficiale delle indagini gli avvocati, anche delle parti lese, possono accedere a tutti gli atti, e a questo punto inizierà di certo la fuga di notizie e la diffusione delle intercettazioni, specie delle più piccanti. Ci saranno quelle del dossieraggio, ma ce ne  saranno tante altre. Che non è detto debbano essere per forza rilevanti penalmente, ma che potrebbero esserlo politicamente: le conversazioni per decidere che liste fare, quali politici sostenere o distruggere, che linea comune tenere in pubblico, in TV e sui social per fare fuori gli avversari e i colleghi più scomodi, come spartirsi gli incarichi a destra e manca. Di coca e festini s'è già parlato, come ha stigmatizzato il Procuratore capo: aspettiamoci di tutto.

Magath
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