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Un contratto elettorale sulla pelle degli italiani: fortunatamente fallito

Un contratto elettorale sulla pelle degli italiani: fortunatamente fallito

Manca del tutto la politica in questo goffo tentativo di intesa, mancano le idee e i programmi a lungo respiro e, forse, anche un leader


2 minuti di lettura

Incredibile. Dopo giornate e settimane di incontri segreti e riservati nelle segrete stanze del potere politico romano (e non nelle democratiche sezioni di partito come costumava un tempo allo scopo di sentire anche il parere degli iscritti) il famoso e tanto anelato “contratto”, perchè di tale si tratta essendo solo elettoralistico per la spartizione dei collegi sicuri tra i segretari del Pd Letta, di Azione Calenda, di Sinistra italiana Fratoianni e dei Verdi Bonelli, à miseramente fallito.
Ma è giusto cosi, stante le dichiarazioni fatte sino a ieri dagli stessi interessati, vittime evidentemente dei loro trucchetti, dei giochi di prestigio e del pallottiere per la spartizione dei posti sicuri di deputato e di ministro.
Sentite cosa avevano detto.

Letta: “E' un accordo solo elettorale per fermare la destra perchè non c'è nessuna intesa tra di noi sul programma né per governare dopo le elezioni”.
Calenda: “Con Fratoianni siano in disaccordo su tutto e ognuno ha il suo programma e le sue idee. Stiamo insieme solo per cercare di contrastare la destra data per vincente”.
Fratoianni: “Noi la pensiamo diversamente da Calenda e da Letta sull'Agenda Draghi, sull'Europa, sulla Nato, la guerra in Ucraina, sulla politica salariale.
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Stiamo insieme insomma solo per non perdere clamorosamente le elezioni”.
Per fortuna per gli italiani che questo accordo scellerato “solo elettoralistico” e solo di tecnica elettorale, sia saltato all'ultimo momento. Perchè mancava del tutto di una base fondamentale, quella politica, con un programma di governo condiviso, con scelte strategiche chiare per il futuro dell'Italia e l'accettazione dell'Agenda Draghi che Letta continua a difendere, così come difende gli aiuti all'Ucraina aggredita dalla Russia e l'adesione italiana alla Nato e al Patto Atlantico.

L’accordo di cui  parlava da settimane il segretario del Pd Letta era in realtà un artifizio tecnico-elettorale per contrastare  il centro destra, quindi “contro” qualcuno  e non  “per” qualcosa di diverso, di nuovo, di utile ai cittadini.

Ma allora è mai possibile che politici di professione come Letta, Calenda, Franceschini, Orlando, Fratoianni, la Bonino, non  sappiano ancora che se una intesa tra partiti è solo contro qualcuno e non per qualcosa, non si va de nessuna parte? Eppure  provengono dalla vecchia Dc e dal vecchio Pci per cui  l’esperienza politica maturata avrebbe dovuto insegnare loro qualcosa.
Che abbiano allora ragione vecchi politici democristiani come Parisi (quello dell'Ulivo) o Mastella che hanno detto nei giorni scorsi che manca del tutto la politica in questo goffo tentativo di intesa, mancano le idee e i
programmi a lungo respiro e, forse, anche un leader.
Come ad esempio Prodi o Berlinguer.

Cesare Pradella
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Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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