La Lega offre posti a Forza Italia in cambio del sostegno al 'voto subito'. Nascondendo gli azzurri nella lista 'SiAmo Salvini'. Con Verdini sponsor dell’operazione. È come comprare all’asta la casa di un amico fallito, alla decima udienza, dopo avergli negato un prestito, per poi riaffittargliela in nero.
Salvini può permetterselo perché la sua è una strategia win-win. Lui ha i sondaggi in poppa, mentre Forza Italia, andando da sola, passerebbe dai 160 parlamentari attuali a una trentina, massimo 40. Ovvio che parte degli azzurri accetterà il posto sicuro; che qualcun altro andrà con la Meloni; e che i rimanenti tenteranno l’impossibile per prolungare la legislatura.
Ma anche laddove si compattassero PD e parte di FI attorno al M5S, per salvare momentaneamente la poltrona e creare un governo di transizione, questo sarebbe comunque un favore a Salvini. Perché un governo siffatto durerebbe al massimo 12/18 mesi, facendo pure il lavoro sporco al posto della Lega. Dopo la crescita zero, quota 100 e il reddito di cittadinanza, servirà infatti una manovra disastrosa: una roba alla Monti, non alla Salvini. Che nel 2020/21 potrà così superare il 50%.
E in questo modo potrà: ottenere da solo la stramaggioranza assoluta; eleggersi, nel 2022, il Presidente della Repubblica; portare a compimento il piano segreto per l’uscita dall’Euro; dare ai ricchi sostenitori del Nord non solo l’autonomia regionale, ma soprattutto i tagli fiscali e gli investimenti pubblici più volte annunciati ma impossibili da fare ora, con la crescita zero, e finanziati rigorosamente in deficit; eliminare codice degli appalti, abuso d’ufficio e tanti altri inciampi sulla via dei neocapitani coraggiosi.
Salvini non ha neanche nulla da temere dal taglio dei parlamentari: raddoppiando i voti, potrà comunque garantire un posto a tutti gli uscenti. E tanto non avrebbe avuto nomi aggiuntivi adeguati, avendo già in parlamento una moltitudine di miracolati.
L’unico modo per fregare Salvini sarà tirarla in lungo per 4 anni, creando la nuova DC con PD, FI, parte dei 5 stelle, il nuovo partito di Conte e responsabili vari. Puntando innanzitutto a vincere la Regione Emilia Romagna con un gruppo siffatto in appoggio a Bonaccini.
Fantapolitica? Può essere. Quello che però è certo è che l’entrismo destrorso e a tratti neofascista che ha infettato prima FI e oggi la Lega, come ben descritto su queste colonne, deve essere contrastato con mosse politiche apparentemente assurde, visto che le compagini e strategie standard sono comunque perdenti.
Magath
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