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Fonderie, la verità che non piace a chi protesta

Fonderie, la verità che non piace a chi protesta

Sarebbe stato come se dei cittadini avessero comprato una casa vicino ad una autostrada e poi ne chiedessero lo spostamento a causa delle emissioni inquinanti


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Ora che i toni si sono abbassati e, forse, c’è lo spazio per qualche ragionamento, vorrei dire la mia su un tema che, da diversi mesi, tiene l’attenzione dei mezzi di comunicazione locali. Sono stato presidente della circoscrizione che comprende la Madonnina dalla metà del 2004 alla fine del 2007.

Durante tale periodo, alcuni cittadini mi avevano chiesto di occuparmi del problema delle fonderie. Anche per approfondire, assieme agli altri consiglieri, il problema, organizzai una seduta aperta del consiglio proprio all’interno della fonderia.

A questo punto, è necessario un breve inciso.

Durante la mia presidenza della circoscrizione, fu prassi normale quella di convocare sedute del consiglio “fuori sede”, nelle realtà più significative del territorio: fabbriche, parrocchie, scuole, centri sociali ed anche (con tante polemiche) nella moschea. Ma ritorniamo alle fonderie.

Ovviamente, interessai i responsabili delle azioni di controllo ed ebbi riscontri rassicuranti in termini di valore di emissioni ampiamente entro i limiti di legge. Quindi, mi formai l’idea che ci fossero sì dei disagi provocati da emissioni maleodoranti e da polveri, ma nulla che potesse provocare un allarme per la salute.

Non solo. Mi feci anche l’idea che l’urbanizzazione di un’area prospicente la fabbrica, nonché a fianco della ferrovia, fosse stato un errore.

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Come era stata una scelta ingenua e superficiale da parte dei cittadini, quella di comprare un’abitazione, anche costosa, in tale collocazione, con la prospettiva dello spostamento dell’attività. Sarebbe stato come se dei cittadini avessero comprato una casa vicino ad una autostrada e poi ne chiedessero lo spostamento a causa delle emissioni inquinanti.

Per quanto riguarda le fonderie, fin da allora, i responsabili dichiararono che lo spostamento, a quel tempo, sarebbe stato eccessivamente oneroso e che, comunque, non sarebbe stato facile trovare un sito disposti ad accogliere tale attività. Se ne sarebbe potuto parlare solo nel 2022, quando i costi degli impianti sarebbero stati ammortizzati. E infatti questo è anche scritto nel POCMOW del 2014. Ora siamo vicini a quella data e sia il Comitato che l’Amministrazione comunale festeggiano il prossimo trasferimento delle fonderie attribuendolo al proprio impegno.

Ma era già tutto previsto…. Ora poi, si apre il secondo problema; facile dire che se ne vanno; più difficile dire dove: Navicello? Baggiovara? Se ne vedranno ancora delle belle…

Franco Fondriest

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