Nel 1998 in Italia c’erano negli ospedali 6 posti letto ogni 1000 abitanti; all’inizio della pandemia dopo 20 anni di tagli 3 posti letto ogni 1000 abitanti. Come primario del Pronto soccorso di Modena vivevo ogni giorno il dramma della mancanza dei posti letto nei reparti e nelle rianimazioni e gli ulteriori tagli ai servizi di consulenza non più attivi h24 (per esempio oculistica, orl, ortopedia...). Il Pronto Soccorso diventava sempre di più l’imbuto in cui si scaricavano tutte le contraddizioni del sistema.
Ad ogni taglio i formidabili uffici stampa delle aziende sanitarie magnificavano le “razionalizzazioni”: ogni giorno meno medici meno infermieri meno risorse, ma il miracolo garantito del mantenimento della stessa efficenza. Oltre a tutto c’era la proibizione di fare esercitazioni di emergenza (traumatologica, infettivologica, nucleare) perché disturbavano l’attività routinaria. Nel 2016 scrissi un libro: “Il Pronto Soccorso è malato, manuale di sopravvivenza per operatori e utenti” con prefazione del ministro Sirchia, documentando le bugie e il crollo del sistema.
Qualcuno ricorda il “siamo prontissimi” di due anni fa? La classe dirigente che ora comanda è la stessa che ha fatto carriera servendo senza se e senza ma questi indirizzi.
E ancora oggi attraverso i formidabili uffici stampa fanno propaganda rifiutando come allora ogni possibilità di confronto.
Daniele Giovanardi - ex primario Ps Modena
Giovanardi: 'Da anni dico che il Pronto soccorso è malato, ma nulla cambia'
'E ancora oggi attraverso i formidabili uffici stampa fanno propaganda rifiutando come allora ogni possibilità di confronto'
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