Opinioni Parola d'Autore

Io, d'animo infelice e frustrato, vi rispondo con Giovanni Papini

Io, d'animo infelice e frustrato, vi rispondo con Giovanni Papini

Il maestro Adriano Primo Baldi, entrato stabilmente nella squadra dei collaboratori de La Pressa, parla di sì e cita Brecht


3 minuti di lettura

Dopo alti e bassi abbiamo trovato una soluzione. Dalla chiusura del quotidiano “Prima Pagina”, ciò che normalmente scrivo, sarà anche su “La Pressa”: il solo quotidiano modenese che entra nel merito delle questioni politiche e amministrative senza porsi al servizio della maggioranza; uno strumento utile alla formazione culturale e politica del cittadino senza gravare di un euro sulle casse pubbliche. Ne riflettano le minoranze.
“Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
nè s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che dalla sua
ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante, il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali”.
Bertolt Brecht

Per molti impedimenti, non sono riuscito a trovare il tempo di scrivere dei diversi temi accantonati. M’ha distratto l’accusa d’esser “animo infelice” e preda di “frustrazione” aggravata dalla tarda età.
Questioni, queste, che dovrebbero riguardare la sola mia persona, a prescindere dal merito dei temi amministrativi e politici di cui normalmente scrivo. Ma tant’è.

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Faccio omaggio agli incauti che entrano nel personale, d’una introspettiva analisi di Giovanni Papini.
Non v'è al mondo razza più necessaria e prolifica degli imbecilli. Se non fossero esistiti uomini di genio saremmo ancor barbari ma senza gli sciocchi il genere umano sarebbe finito da un pezzo. Ed è un grande argomento in favore della Provvidenza che in ogni tempo sian proprio loro i più numerosi e i più potenti. A volte è trascorso mezzo secolo senza che sia apparso un ingegno sovrano e fuor dall'ordinario, ma ogni giorno che spunta vede crescere e fiorire l'infinita schiera degli sciocchi. Li ritroviamo dappertutto, anche dove non ci si aspetterebbe, e non soltanto in umili posti, subalterni e oscuri, ma nei primi e più alti. Gli imbecilli, si può dire, formano il massimo corpo dell'umanità sì che studiar l'uomo è lo stesso che definire la natura dei mediocri e degli idioti. 'Sono sciocchi' diceva l'argutissimo Baltasar Gracian 'tutti coloro che paion tali e la metà di coloro che non lo paiono'. E siccome i più son riconoscibili a prima vista come imbecilli anche dagli intelligenti più distratti, è facile fare il conto e arrivare a una somma non troppo distante dal totale degli ospiti del pianeta.
[...] La gran macchina del mondo umano non ha meccanici più attivi e universali degli sciocchi. Non rattenuti dal dubbio dei riflessivi, nè dall'umiltà dei grandi nè dal senso di responsabilità dei saggi superiori, essi danno prova di una baldanza e d'una iattanza che al tempo stesso conforta e impaurisce. Ogni paese è pieno di imbecilli che scrivono, che insegnano, che parlano ai popoli, che fanno affari, che amministrano e signoreggiano, che fabbricano teorie e opere d'ogni specie. Guai a noi se non ci fossero. Chi mai si rassegnerebbe a tante di quelle professioni che avviliscono l'animo e intristiscono l'ingegno? Gli strulli arzilli sono insomma estremamente necessari all'andamento dell'umana famiglia e necessarissimi in particolar modo ai non imbecilli. Se tutti fossero intelligenti qual merito avrebbe l'intelligenza? E' pur vero che la convivenza con gli idioti è un continuo martirio per quelli che idioti non sono. Che colpa hanno gli imbecilli della loro imbecillità? Anche se questa fosse sanante con una illuminazione sublimante a chi tocca guarirla?...Tra gli imbecilli, più che nel resto degli uomini, si incontrano i felici e i potenti. Voler cozzare con loro è da matti perché sono i più, imperterriti e caparbi come la stirpe somarina

Giovanni Papini - da: Gli imbecilli, Ed.
Stampa Alternativa, 2000

Adriano Primo Baldi

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