Alcuni sindaci si sono opposti alla legge sulla sicurezza, proposta dal Ministro Salvini e firmata dal Presidente della Repubblica. Altri hanno scelto un profilo più basso: si sono dichiarati contrari, ma rispettosi del dettato legislativo, con la speranza che la Corte Costituzionale annulli il decreto. Questo continuo disobbedire a qualsiasi cosa inquieta più di un cittadino. La legge è legge e deve essere applicata o il messaggio che si trasmette è che viviamo in un Paese dove le regole si rispettano per “simpatia”. Chi non è d’accordo su questa norma o altre può candidarsi alle politiche e cambiarla o annullarla in Parlamento, ma fino a quel giorno è obbligato a rispettarla. In una conversazione diretta con Muzzarelli sul suo profilo facebook, il sindaco spiegava che “…ci mancherebbe altro che un Consiglio Comunale non possa esprimere valutazioni politiche” sulle leggi.
Tuttavia, questo “modus operandi” genera solo caos, sfiducia nelle istituzioni, toglie autorevolezza al Parlamento e al Governo, qualunque esso sia. Un partito politico ha tutto il diritto di riunirsi in assemblea dove vuole e a proprie spese per discutere una legge che non lo soddisfa. Ma il Consiglio Comunale è un organo istituzionale, rappresentativo di tutti e, tra l’altro, pagato in solido da tutti.
Massimo Carpegna


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