La lista de Il Sole 24 Ore è, bisogna dirlo, molto più raffinata di un semplice elenco di città. Possiede infatti diversi indicatori basati su 90 parametri (considerati equamente) con dati del ministero dell’Interno o della Giustizia, Istat, Inps, Agcom, Siae e Banca d’Italia. Se esiste un indicatore affidabile per la qualità di vita, questo è uno di quelli. L’unico difetto risiede nell’oscillazione delle posizioni, che non è raro che gli indicatori saltino di 5-10 posizioni anno per anno, comportando diverse salite/discese improvvise nella classifica.
Infatti, se consideriamo i dati dal 2019, si nota che Modena è partita dalla posizione 19°, per salire alla 15° nel 2020, scendere alla 24° nel 2021 e salire alla 17° nel 2022; risalta, poi, la 9° posizione nel 2003 e la 3° nel 2014, entrambe isolate come valutazioni (nel 2003 siamo saliti dalla 15° alla 9° per poi ridiscendere alla 23°, mentre siamo saliti nel 2014 dalla 13° alla 3°, per poi crollare di nuovo alla 14° l’anno dopo). Pur considerando l’importanza di un traguardo come il 7° posto, emerge evidente come questo risultato possa essere un’eccezione.
Ciò risulta ulteriormente evidente analizzando i risultati del 2023 attraverso i 6 indicatori. Se è vero che vantiamo un ottimo risultato su “Ricchezza e consumi” (5°), “Affari e lavoro” (11°) e “Demografia e Società”(3°), è anche vero che siamo 50° in “Giustizia e sicurezza”, 52° in “Ambiente e servizi” e 33° in “Cultura e tempo libero”. Risultati schizofrenici, ma anche anomali rispetto agli ultimi 5 anni di “Giustizia e sicurezza” (mai sotto la 77° posizione) e di “Ricchezze e consumi” (solitamente attorno alla 14°-21° posizione). Restano costanti “Demografia e Società” e “Cultura e tempo libero”, mentre peggiorano “Ambiente e servizi” (negli ultimi 5 anni attorno alla fascia della 20°-30° posizione, ma 62° l’anno scorso) e in crescita “Demografia e società” (tra 10°-30° posizione, ma 2° l’anno scorso).
Se questo sia un anno eccezionale è però presto per saperlo.
Modena difetta strutturalmente nella propria società, risultando una città insicura, inquinata e culturalmente fragile, nonostante sia economicamente dinamica e demograficamente solida. In sostanza, siamo di fronte alla solita evidenza di una città a due marce, ricca nelle tasche, ma ancora povera nel tessuto sociale e che non riesce a colmare questa storica dicotomia, 7° posto o meno che sia.
Alberto Avallone


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