Una non notizia scontata, in un percorso scontato, in un partito che si arrocca nelle ultime casematte dei residui dell'Emilia rossa e si appella ad un molto discutibile e contestabile buon governo. Un ricandidato della generazione dei brontosauri. Un politico di professione che ha sempre comandato dal paese natio Fanano alla Provincia, alla Regione, al Comune con stile direttivo molto spesso tracimante in arroganza ma ben supportato dai poteri forti ed associativi locali.
Un sindaco 'faccio tutto io' molto accentratore che si è circondato di assessori sbiaditi collocati su responsabilItà distanti dalle loro competenze, ben divisi tra correnti e correntine Pd ed alleati silenti.
Un sindaco che ha eroso il pur già ridotto spazio del consiglio comunale 'mordendo' qualsiasi lumicino di vago dissenso ed interpretando la democrazia in stile comintern.
Un sindaco timoniere di una linea di governo della città con molte marce in più per i poteri forti locali e la marcia in folle per gran parte dei problemi sollevati da diversi gruppi di cittadini per i quali l'ascolto è stato zero e si è inventato l'epiteto di 'patacchini'.
Un governo della città da rivedere e rilanciare voltando pagina e classe di governo tenendo le cose buone, fatte dopo anni ed anni e risolvendo le tante criticità partendo dall'urbanistica, alla mobilità, all'inquinamento, al sociale, alla cultura, al lavoro, interpretandole con il collante di una nuova spinta democratica.
La proposta del Pd ricalca i vecchi schemi, è obsoleta ed inadeguata. Si vedrà se durante il percorso della campagna elettorale quella proposta si evolverà. Credo sia impossibile. Credo che non accadrà. Il livello delle sfide appare veramente modesto pur se roboante nel linguaggio. La qualità del suo gruppo dirigente cittadino, appare modesta e insofferente alle sollecitazioni critiche esattamente come il carattere del sindaco.
Chi nel passato, ormai remoto, ha fatto attività politica e sindacale di base, da militante contrario, in sezione o in consiglio di fabbrica e misura i leader di allora è la loro spinta riformatrice con quelli di oggi capisce i motivi del declino dei valori e delle politiche odierne di quello che fu il partito della sinistra.
Il timore è che la lima sorda del malcontento e le sirene qualunquiste e sovraniste possano portare le destre a governare Modena. Credo occorra tenere alta la guardia e c he occorra voltare pagina oltre il Pd e Muzzarelli e aprire un percorso nuovo.
Roberto Vezzelli - ex presidente Legacoop
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