Ma una città non si governa con un solo occhio; le amministrazioni hanno il dovere di vedere, esaminare ed attuare progetti, mediando interessi e bisogni diversi. Il degrado, conseguente alla raccolta con i sacchi in giorni prefissati, era sotto gli occhi di tutti; una città brutta e sporca. Questa situazione non era dovuta solo al metodo impiegato, ma anche al dilettantistico approccio; è noto a tutti che questi cambiamenti non risultano efficaci se non con un pieno coinvolgimento della cittadinanza. Ed allora, quanti sono i cittadini che non hanno ancora ricevuto/ritirato la tessera? E’ stato fatto un lavoro porta a porta o, almeno, cassonetto per cassonetto, per spiegare come funziona e mettere in luce i vantaggi del nuovo sistema?
Quando mai? Un cambio di rotta era utile e necessario; attuarlo è un segno di intelligenza.
Ma ecco subito all’opera i soloni del “non si cambia niente”, proprio quelli che male avevano gestito la situazione precedente, provocando un danoso effetto di rimbalzo negativo. Purtroppo, a volte, l’ideologia viene prima del buon senso.
Bene farà la nuova giunta a prendere atto dei limiti e difetti delle precenti decisioni e mettere mano a quei cambiamenti che risultino necessari per garantire sia una buona percentuale di differenziato che un maggior decoro della città, anche attraverso un maggior coinvolgimento dei cittadini, oltre che andando a scovare i furbetti.
Penso, comunque, che il problema dell’eccesso di rifiuti non si possa risolvere catapultandolo sui cittadini che sono sempre l’ultimo terminale; il problema si potrà risolvere solo attraverso una drastica riduzione degli imballaggi e con l’introduzione del vuoto a rendere, facendolo pagare al momento della consegna e scontando il costo al momento della restituzione.Franco Fondriest
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