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Dossier inceneritore parte 9: le indagini (a raggio variabile) sugli effetti delle emissioni

Data: / Categoria: Dossier Inceneritore
Autore:
La Pressa
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Il Comitato: 'Nel pieno rispetto delle scelte e relative motivazioni fatte dai vari Enti in tema di aree di indagine, in generale ci saremmo aspettati l’adozione della massima estensione per l’area di indagine come ulteriore forma di cautela'


Dossier inceneritore parte 9: le indagini (a raggio variabile) sugli effetti delle emissioni

Il Comitato Modena Salute e Ambiente, uno dei protagonisti della opposizione al raddoppio dell’inceneritore, ha realizzato per la Pressa un dossier dettagliato che fotografa attraverso le cifre diffuse dal gestore stesso (Hera) la situazione dell’impianto modenese che brucia ogni anno oltre 200mila tonnellate di rifiuti. Un quadro che contribuisce al dibattito sul tema-rifiuti, sulle sue ricadute ambientali ed economiche, e che racconta di come Modena sia diventata negli anni uno dei poli dell’incenerimento in Italia.

Pubblicheremo il dossier in più puntate, il mercoledì e il venerdì. Siamo giunti oggi alla nona puntata.

Si tratta, come già detto, un resoconto effettuato da una delle parti in causa (anche se i dati sono diffusi direttamente da Hera e quindi non smentibili), ovviamente qualora Hera o altri soggetti interessati volessero replicare, La Pressa ospiterà ogni intervento. 

PER ORA HERA NON HA VOLUTO COMMENTARE

Un dato apparentemente semplice  come l’area da indagare per le ricadute dell'inceneritore è stato soggetto a numerose variazioni in pochi anni.

2003 dicembre SIA, quindi META: Raggio di indagine,  prima proposta  4.0 chilometri (si veda la piantina in alto)

2004  15 Ottobre VIA quindi AUSL : Raggio di indagine scende a 2.0 chilometri.  A fronte della indicazione raggio 4 km  del SIA,  la VIA riduce quindi tale area ad un raggio di 2km.  Da notare la riduzione del 90% della popolazione impattata, da circa 100.000 a circa 10.000.

2003-2005: Comincia la ricerca su Modena e l’area di indagine cambia ancora, viene adottato un modello matematico di dispersione in atmosfera degli inquinanti.  In pratica si passa da un modello “generico” il cerchio centrato sull’impianto, a un modello “analitico” : si va a “vedere” dove effettivamente ricadono le emissioni in base ai venti...  Ora le persone interessate sono 5000,  perché ricade in zone scarsamente abitate (ma ovviamente da tutelare come tutte) il 95% in meno del raggio 4 km.