In Piazza Grande a Modena, dove era programmato il comizio 'politico', al termine di una mattinata iniziata con la Messa solenne, il corteo capitanato dalla banda cittadina e dalla deposizione di una corona d'alloro alla presenza della autorità civili e militari, ciò è ancora più evidente. Il Presidente provinciale dell'Anpi, figura immancabile e protagonista nelle celebrazioni modenesi della liberazione, ruolo oggi ricoperto da Vanni Bulgarelli, non c'è. E non perché è impossibilitato. Perché anziché a Modena ha scelto di andare a Pavullo, per una analoga iniziativa. Al suo posto, in rappresentanza dell'Associazione, Silvano Righi. Poco di strano se non fosse che strano e insolito lo diventa il trattamento che viene riservato a lui e all'Anpi.
All'ultimo posto sul palco e nella scaletta degli interventi. I cui spazi vengono monopolizzati dal sindaco e da don Mattia Ferrari, di Mediterranea Saving Humans. Come il sindaco, quest'ultimo sfora, non si sa se in modo programmato e consapevole, gli otto dieci minuti a disposizione. Il suo discorso di spinge al quarto d'ora, poi ai 20 minuti, poi alla mezz'ora. Cita il dramma dei migranti respinti dall'Italia e obbligati a tornare in Libia, condannando l'Italia per gli accordi con la Libia del 2017, così come cita l'amica Carola Rackete e Roberto Saviano. Il suo intervento è lunghissimo, dopo quello analogo del sindaco. Il tema della liberazione è completamente superato da quello sull'immigrazione, che l'organizzazione ha messo davanti all'Anpi. Dalle 11,30 si è già quasi alle 12,30 quando al rappresentante Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, viene concesso di parlare. Ma quando la gente ha già iniziato ad andarsene dopo un'ora in piedi sotto il sole e pronta a sedersi a tavola. 'Non ho programmato nulla di particolare ma parlerò poco' - sottolinea Righi.
Un messaggio, il suo, che affrontando l'inevitabile tema della guerra, è distante dalla posizione espressa dal sindaco. 'La pace non si costruisce con l'invio di armi, ma con un tavolo di negoziato. Questa è la posizione dei compagni che sono qui sotto il palco con i cartelli contro le armi'.
In effetti, sotto il palco, alcuni espongono cartelli che criticano l'invio di armi da parte del governo Draghi.
La posizione dell'Anpi espressa a Modena è comunque questa. Chiara, contraria all'invio di armi che non è proprio quella del PD a sostegno del governo e del sindaco che sul palco cita lo zio partigiano e il fatto che se non avesse avuto le armi non avrebbe potuto combattere la lotta per la liberazione. La stessa affermazione che ripete per rispondere proprio a chi, al termine del comizio, lo aspetta giù dal palco, per consegnargli quei cartelli l'invio delle armi, riferendosi a Muzzarelli non solo come rappresentante istituzionale ma come esponente di un partito, il PD, che sostiene il governo nell'invio armi. Atto che continua a dividere, soprattutto il popolo della sinistra. 'Oggi rappresento le istituzioni, ma sappia che se mio zio, che prendo a riferimento, se non avesse avuto qualcuno che gli mandava le armi qui avremmo ancora i fascisti' - afferma il sindaco in risposta.
Gi.Ga.



