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L'R-nord perde pezzi, chiuso l'ultimo bar su via Attiraglio e (temporaneamente) il portierato sociale

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Sul lato B deI residenziale con l'85% di stranieri residenti, in appartamenti per più della metà del Comune, la fuga dei privati ha lasciato desolazione e degrado


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Muri screpolati, cemento armato sbriciolato, protezioni arrugginite, locali commerciali ed uffici abbandonati nel corso degli anni e mai più occupati, nel mezzo di un alveare che conta oggi 227 appartamenti (di cui 132 ora pubblici), per l’85% occupati da stranieri, il cui il grigio aspetto esteriore rimane quello di un alveare residenziale dove è molto difficile, uscendo dal portone di casa e soffermandosi nella galleria di accesso allargata, illuminata e colorata da Coop,, sentire una parola di italiano. Questo è, ancora, l’R-nord. Anche dopo la riqualificazione di facciata che attraverso l'accordo stretto tra Coop Alleanza 3.0 ed il Comune, attraverso la società di trasformazione urbana partecipata dal Comune Cambiamo, ne ha ristrutturato e 'colorato' la parte nord, quella che si affaccia su via Canaletto.  Al contrario, la parte sud, che affaccia su via Attiraglio, mostra ancora un volto grigio e sempre più desolato.



Desolato perché qui i negozi, i servizi, le attività commerciali private (per intederci quelle non tenute in vita da forzato pompaggio di denaro pubblico), se ne sono andate da almeno 15 anni e dove, a differenza della Coop che c’era, c’è rimasta (ed ora ha investito), non sono più tornati.

In questi giorni ha abbandonato, lasciando vuoti i locali, anche il gestore dell'unico bar all'angolo con via Attiraglio. Prima di lui ad avere abbandonato il degrado della zona e dello stabile, sono stati gli uffici della Coldiretti. E, dal 30 aprile, con la scadenza del contratto di gestione, è sparito senza grandi spiegazioni nemmeno in aggiunta alle due righe sul portone che annunciano la sospensione del servizio, il portierato sociale. Prima gestito dalla Coop Gulliver.

Un servizio da molti giudicato utile, anche ai fini di un controllo rispetto a casi di occupazione abusiva di locali (recentemente in 3 appartamenti), o di prostituzione (negli ultimi mesi l'attività è stata verificata. Dal Comune fanno sapere che presto, nell'ambito del progetto periferie sarà pubblicato il bando per la nuova gestione del portierato sociale. 

Il comparto ieri e oggi

Un comparto, quello dell’R-nord, nato nel 1969, in pieno boom economico, centro di un abitare proiettato al futuro e, negli anni ‘70 ed ‘80 fiore all’occhiello dello sviluppo cittadino, con servizi sanitari e sociali e galleria commerciale. C'era tutto. Poi venne smantellato tutto. Ritornando a quegli anni, la coop aprì a quei tempi e ci rimase negli anni successivi, resistendo alle difficoltà di 15 anni di progressivo degrado sociale ed urbano dello stabile, creato soprattutto dallo svuotamento di realtà commerciali e di servizio.

Una realtà che 20 milioni di investimenti pubblici in 8 anni (quelli che dividono dalla creazione della società partecipata dal Comune Cambiamo, nata con l’obiettivo di riqualificare la zona), hanno solo in parte migliorato. L’aspetto esterno dello stabile è migliorato solo nel lato che si affaccia sulla via Canaletto, dove Coop Allenza 3.0 è intervenuta in unione col Comune. Ma il resto, come ammise il sindaco Muzzarelli nell’aprile dello scorso anno, in occasione della presentazione dei lavori Coop (e come è ben visibile dai muri scoperti ed il cemento sbriciolato), «è fortemente compromesso». Anche rispetto alla sicurezza dei vani scale (solo 2 per più di 200 appartamenti), sprovvisti di vie di fuga e scale di sicurezza esterne. Lavori di riqualificazione necessari che porterebbero, a carico del Comune (che attraverso Cambiamo è proprietario della metà degli appartamenti), ad un investimento di milioni di euro. Che si andrebbero ad aggiungere, appunto, ai 20 già spesi. Un grigio lato B da ora ben nascosto dai tanti colori del nuovo look che il comparto ha assunto sul lato nord che immette direttamente alla galleria commerciale, ora più luminosa e colorata dall’espansione dei locali Coop, dove da dieci anni nessun altro privato aveva investito.

Un percorso di riqualificazione quasi obbligato per il colosso della distribuzione che doveva fare i conti con un supermercato danneggiato da una riqualificazione pubblica mancata, dall’insicurezza che aveva obbligato a triplicare, negli ultimi anni, sorveglianti e vigilantes, e con l’imminente arrivo di Esselunga (dopo lo sblocco dell’area ex Consorzio). Un progetto di riqualificazione che ha trovato in tempi record (circa 6mesi), dal Comune, il via libera ad acquistare locali da Cambiamo, ampliare e riqualificare, nuovi spazi. Esempio su tutti, i locali in cui ora c’è la tavola calda o la parafarmacia che pur in posizione strategica, il Comune/ Cambiamo, aveva tenuto chiusi, di fatto murati, negli ultimi 10 lunghi anni. Il frutto della collaborazione tra Comune e Coop, tra denaro pubblico e privato, che nella che nell'inaugurazione del supermercato rinnovato e della galleria ristrutturata, ha avuto il proprio momento di gloria, ha migliorato (come è giusto succeda per un privato che investe del proprio), la situazione per la Coop. Ma ha lasciato il cerino in mano dei lati sud, est, ovest dell’Errenord (e dei sui problemi), al Comune che ora, attraverso Cambiamo, ne è proprietario per metà. Perchè i tondini di ferro scoperti dallo sbriciolamento del cemento armato delle pareti dei balconi e delle scale esterne, la necessità di interventi strutturali ed antisismici (mancano ancora vie di fuga anche esterne per 227 appartamenti che insistono su sole due scale), rappresentano una prospettiva preoccupante per le casse pubbliche del comune. Con tutti gli oneri ed i pochi onori del caso.

Gianni Galeotti



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Gianni Galeotti
Gianni Galeotti

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consiglie..   Continua >>


 


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