Il Cavallino, che ha riaperto le porte lo scorso 15 giugno, è stato completamente rinnovato grazie alla collaborazione con il celebre architetto franco-iraniano India Mahdavi, che ne ha curato ogni dettaglio, e può contare sulla gestione dello chef pluristellato Massimo Bottura che ha deciso di puntare su questo storico locale per offrire “una nuova prospettiva e un nuovo modo di far vivere la cucina modenese”.
Il Cavallino è un luogo iconico nella storia della Ferrari. Ai suoi tavoli Enzo Ferrari era solito pranzare con i suoi collaboratori ed era sempre qui che spesso il fondatore incontrava i potenziali nuovi piloti e tecnici che potevano entrare a far parte del team. Le mura di questo ristorante sono state testimoni di strette di mano che poi si sono formalizzate in contratti, hanno assistito a discussioni – anche animate – in occasione dei pranzi con i giornalisti che venivano organizzati al termine o alla vigilia delle stagioni sportive, nei quali Enzo difendeva la sua Ferrari dalle critiche di chi ne parlava sulle colonne dei quotidiani e dei settimanali. Da qui Enzo assisteva anche agli eventi che avvenivano sulle piste, seguendo le dirette televisive dalla saletta privata che si trova all’interno del ristorante e che oggi porta proprio il suo nome.
Seduti ai tavoli del Ristorante Cavallino, piloti, manager, ospiti del marketing e giornalisti hanno riscoperto il calore di questo luogo in una chiave del tutto nuova: una trattoria contemporanea radicata nel territorio che la ospita, proprio come la Ferrari, che nel corso degli anni si è avvalsa sempre più di talenti provenienti da ogni parte del mondo ma ha saputo rimanere profondamente italiana ed emiliana.
Una reunion d’eccezione come questa non poteva che essere una splendida occasione per rivivere e condividere tante vicende e far scoprire anche ai più giovani l’importanza del Cavallino. I piloti degli anni Settanta, come Jacky Ickx, Arturo Merzario, René Arnoux e il campione del mondo 1979 Jody Scheckter si sono dunque ritrovati a raccontare ai giovani Leclerc e Sainz com’era l’atmosfera qui quando Maranello era la loro casa. Alle loro parole si sono aggiunte le voci dei giornalisti storici, che hanno parlato a chi racconta oggi le gare in tv, dei loro speciali racconti. Tra i piloti presenti anche Gerhard Berger, che faceva parte insieme a Michele Alboreto dell’ultima coppia della Scuderia scelta personalmente da Enzo Ferrari prima della sua morte – avvenuta nel 1988 –, Giancarlo Fisichella, l’ultimo italiano ad aver corso per la Scuderia Ferrari, e Luca Badoer, storico collaudatore dell’era d’oro targata Michael Schumacher.

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