È ormai sinonimo di figurina rara e ora all’immagine di Pier Luigi Pizzaballa della raccolta Calciatori 1963/64 della Panini viene riservato anche uno spazio speciale al Museo della Figurina di Modena. La novità rappresenta una delle iniziative del programma dei 20 anni del Museo, inaugurato nel dicembre del 2006, e sarà visibile con la riapertura al pubblico di mercoledì 18 febbraio.Proprio dal 18 febbraio, inoltre, l’istituto culturale gestito da Fondazione Ago presenta un omaggio a Giuseppe Panini a trent’anni dalla scomparsa. A lui, fondatore insieme ai fratelli dell’azienda modenese di figurine, infatti, si deve la nascita del Museo grazie alla donazione al Comune di Modena della sua collezione personale di figurine storiche e altri materiali raccolti nel tempo.In questi vent’anni il Museo ha raccontato la storia e l’evoluzione della figurina, tra tutela del patrimonio, ricerca e sperimentazione contemporanea. Tra le tante storie raccolte in Museo c’è anche quella della figurina di Pizzaballa: la figurina Panini del giovane portiere di riserva dell’Atalanta nel campionato di serie A del 1963/64, infatti, è divenuta nel tempo la figurina rara per definizione, come lo era il Feroce Saladino negli anni Trenta, perché per molti mesi fu davvero introvabile visto che venne stampata e diffusa solo in un secondo momento.Il motivo?
Quando il fotografò fece gli scatti ai giocatori, operazione che all’epoca non era certo così consueta come oggi, il portiere bergamasco era infortunato e ricoverato in ospedale a Brescia, dopo una partita di coppa, e la sua figurina, così, venne realizzata solo qualche mese dopo dando vita a una vera e propria leggenda e a un modo di dire: “Mi manca Pizzaballa!”. Lo racconta lo stesso calciatore, che oggi ha 86 anni, in una video intervista che accompagna l’esposizione della figurina in Museo e racconta la sua carriera tra Atalanta, Roma, Verona e ancora Atalanta, per poi dedicarsi al settore giovanile della squadra di Bergamo: il premio come miglior portiere italiano nel 1964/65, la Nazionale, la Coppia Italia vinta con l’Atalanta e quella con la Roma di Helenio Herrera, il Verona che batte il Milan nel mitico 5-3 che costò uno scudetto alla squadra di Rivera, e poi l’approdo in rossonero con Nereo Rocco e quindi il ritorno a Bergamo nella sua Atalanta dove ha chiuso la carriera dopo quasi 300 partite in serie A.“Questa storia dell’introvabile – racconta Pizzaballa – mi aveva anche un po’ scocciato: ogni volta che usciva la nuova raccolta si parlava di me più come figurina che come calciatore… Ma poi, nel corso degli anni, è diventato un modo per ricordare la mia carriera, anche ai più giovani.
Quindi, grazie Panini!”.