Lunedì 12 ottobre alle 15 sotto il portico del Collegio di via Emilia centro, all'angolo con via San Carlo, verrà scoperta una targa commemorativa per omaggiare il poeta premio Nobel Eugenio Montale che a Modena trovò ispirazione per alcuni versi del mottetto “La speranza di pure rivederti”.
La targa commemorativa verrà apposta proprio in occasione dei 130 anni dalla nascita di Montale, il 12 ottobre 1896. Saranno presenti consiglieri comunali, rappresentanti della Fondazione San Carlo, la professoressa Donata Ghermandi, segretaria generale dell'Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena, e l'assessore ai Lavori pubblici Giulio Guerzoni.
Alle 15.30 la celebrazione proseguirà nell’aula del Consiglio comunale con l’intervento, in apertura della seduta consiliare, della professoressa Donata Ghermandi.
L’iniziativa, che ha ottenuto il nulla osta della Soprintendenza e della Fondazione San Carlo, proprietaria dei muri, arriva dopo che nella primavera del 2025 il Consiglio comunale, aveva approvato all’unanimità una mozione di Pd, Avs, Pri-Azione, M5s, Modena Civica, Lega Modena, Fratelli d’Italia e Modena per Modena presentata dalla consigliera Di Padova (Pd).
La mozione aveva l’intento di portare alla luce un frammento prezioso dell’identità culturale modenese ricordando che nel cuore del mottetto composto dal poeta nel 1937 compaiono alcuni versi “ambientati” proprio a Modena, intrisi della malinconia d’amore per Clizia – all’anagrafe Irma Brandeis, critica letteraria e italianista statunitense – e di una visione simbolica che da decenni appassiona lettori e critici.
Nel 1950 Montale stesso svelò in un articolo sul Corriere della Sera l’origine concreta dell’ispirazione: una passeggiata estiva sotto i portici modenesi, l’incontro con un anziano in divisa che portava al guinzaglio due animali insoliti, “non cani, ma sciacalli”. Da quel giorno, scrisse Montale, “non lessi il nome di Modena senza associarlo a Clizia e ai due sciacalli”. Un’immagine surreale, diventata letteratura.

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